
Più grosse sono le gocce e maggiore è il godimento, perché la quantità di acqua che si rovescia al suolo è maggiore, e con essa l’aria fredda. Così la temperatura può cominciare a scendere, sotto il rovescio. Il passaggio da acqua a neve comincia molto prima che sia visibile per i comuni esseri viventi. All’inizio le gocce tendono a rimanere per una frazione di secondo con un contorno tondo, come se una forza le tenesse unite per un momento in quel modo, prima di sparire. L’attimo prima della neve è segnato da una goccia che per un attimo sembra avere un contenuto, micro-frammenti di qualcosa di ectoplasmatico che molte centinaia di metri sopra assomigliava a un fiocco di neve. La temperatura, in questi casi, può scendere ancora, perché se questi pezzettini sono neve in fusione, il loro scioglimento sottrae calore all’aria.
A questo punto, se il rovescio continua, facilmente potrà cadere neve mista. Non ho parlato di percentuali. La neve è mista anche con un fiocco su un milione. Il fiocco che il meteo-appassionato riesce a vedere. Chi parla di allucinazioni non ha occhio acuto e non merita attenzione! Poco importa se nessuno li vede, il meteo-pazzo sa benissimo che sta nevicando, e guida già come se sulla strada ci fossero 10 cm di neve. O perlomeno così sembra dal punto di vista di chi lo segue, perché chi dovesse avere un soggetto simile davanti potrebbe pensare solo che è ubriaco. Invece la strada per lui ha perso ogni importanza, ogni attrattiva, ogni senso. Conta solo guardare il parabrezza. Si ricomincerà a guardare la strada una volta che comincerà a essere interessante. Quando cioè sarà sparita sotto la neve.
(Sì, lo confesso, sono un meteo-appassionato)