Identificare e affrontare le cause che minano la sicurezza alimentare a livello internazionale anche alla luce dei recenti eventi climatici catastrofici; esaminare dei casi di successo concreti, tra cui le innovazioni che possano migliorare l’accesso al cibo e ridurre l’impatto ambientale; analizzare il ruolo dei diversi stakeholder, del settore privato e non, nella sfida a garantire cibo per tutta l’umanita’. Sono gli obiettivi dell’incontro che si terra’ domani a New York, nella sede delle Nazioni Unite, organizzato dall’Onu in collaborazione con Food and Agriculture Organization (Fao), International Fund for Agriculture (Ifad) e World Food Programme (Wfp), a cui prendera’ parte il Barilla Center For Food and Nutrition (Bcfn). I cambiamenti climatici ”hanno anche gravi effetti collaterali, spesso dimenticati, sulla nutrizione. Dal maggiore rischio di soffrire di malnutrizione e rachitismo per i bambini nati durante una siccita’ agli impatti sul mercato dei beni alimentari, a livello internazionale”, sottolinea l’esperta di alimentazione sostenibile, Ellen Gustafson, che domani rappresentera’ il Barilla Center fod Food & Nutrition, in quanto membro dell’Advisory Board. ”Attraverso la sua ricerca e i dibattiti pubblici sui cambiamenti climatici, i prezzi alimentari e lo spreco alimentare, il Bcfn – aggiunge Gustafson – sta contribuendo a individuare le cause e far prendere coscienza sul tema dell’accesso al cibo, un passo fondamentale per risolvere il problema”. ”Siamo onorati che Ellen Gustafson si unisca al settore privato per fornire consulenza per conto del Bcfn su quello che l’industria alimentare puo’ fare per risolvere il problema della fame nel mondo”, ha concluso Guido Barilla, presidente del Bcfn e presidente del Gruppo Barilla.
I cambiamenti climatici determinano gli stili di nutrizione e il mercato del cibo
