MeteoWeb»News Meteo»IL METEO NEL MONDO»Il lobo siberiano del vortice polare si avvicina sul confine euro-asiatico, nei prossimi giorni una colata di aria gelida invaderà la Russia europea e gli Urali
Il lobo siberiano del vortice polare si avvicina sul confine euro-asiatico, nei prossimi giorni una colata di aria gelida invaderà la Russia europea e gli Urali
Osservando l’attuale quadro sinottico dell’area euro-atlantica è dominato da un robusto anticiclone di blocco, esteso con il proprio asse dalla penisola Scandinava fino al Regno Unito, che tende a spanciarsi lungo i paralleli, spingendo verso sud la massa d’aria artico continentale che la scorsa settimana si è mossa in senso retrogrado su tutto il vecchio continente (dalla Bielorussia fino alla Francia e la Spagna). Al contempo, sul comparto russo, l’andamento meteo/climatico è dominato da una profonda circolazione depressionaria, colma di aria gelida in quota, con un minimo barico al suolo sotto i 976 hpa, posizionato a ridosso della bassa penisola di Jamal, affacciata sul gelido mar di Kara. Il profondo vortice ciclonico, a carattere freddo, altro non è che il lobo siberiano del vortice polare che si è isolato a ridosso delle coste artiche russe (a debita distanza dall’Europa), a seguito dell’intensificazione di una grossa cellula anticiclonica, ben strutturata alle varie quote, sopra il mar Glaciale Artico. Il rafforzamento dell’anticiclone artico, sopra il mar Glaciale Artico, ha cosi agevolato il decentramento del lobo siberiano, che ha arretrato verso la penisola di Jamal, con una profonda circolazione ciclonica, colma di aria molto gelida in quota, con isoterme sotto i -45°C alla quota di 500 hpa (valori tipici per la regione artica). L’area ciclonica, alquanto profonda, viene alimentata pure dal transito del ramo discendente del “getto polare”, che presenta un “Jet Streak” (massimi di velocità) fra la Finlandia e la Russia europea, il quale riesce ad imprimere ulteriore rotazione, inasprendo l’avvezione di vorticità positiva tra il nord-est della Russia europea e il mar di Kara.
Nelle prossime ore il profondo vortice depressionario, caratterizzato in quota da un nucleo di aria molto gelida sotto i -45°C a 500 hpa e da una considerevole anomalia positiva in tropopausa, si sposterà molto lentamente verso est, influenzando pesantemente le condizioni atmosferiche sulla Russia settentrionale e nella regione degli Urali, dove si attendono delle nevicate sparse accompagnate da una sostenuta dai quadranti nord-occidentali su buona parte della Russia europea, mentre ad est degli Urali, sul bassopiano della Siberia occidentale, permarranno tese correnti da S-SO e SO, che diverranno intense tra la penisola di Gyda e quella di Tajmyr, con raffiche di oltre i 60-70 km/h che incrementeranno il fenomeno dello “scaccianeve” (i turbini di neve sollevati dal vento). Il fronte freddo della profonda circolazione depressionaria, nel frattempo, pur indebolendosi sensibilmente, dopo aver attraversato le pianure della Russia europea si muoverà fino al Kazakistan occidentale, determinando delle nevicate sparse e un ulteriore abbassamento delle temperature. Ma le nevicate più consistenti interesseranno l’area degli Urali e il bassopiano della Siberia occidentale, con precipitazioni generalmente di debole e moderata intensità, in grado comunque di lasciare nuovi depositi di neve fresca sopra il denso strato di neve vecchia e ghiacciata accumulato al suolo.
Il modello GFS mette in evidenza la colata di aria gelida diretta verso il nord degli Urali, con isoterme di -30°C alla quota di 850 hpa
Nonostante l’indebolimento del “gradiente barico orizzontale” nei bassi strati la suddetta area depressionaria, rimanendo attiva in quota con un poderoso minimo di geopotenziale, riuscirà a spingere verso la Siberia centro-occidentale una serie di sistemi frontali e vecchi corpi nuvolosi di origine oceanica (con le annesse precipitazioni), pronti a scivolare dal mar di Barents verso la Russia europea, per poi essere agganciati dall’intenso flusso di correnti occidentali che scorre in alta quota lungo i margini meridionali della profonda area ciclonica, legata al lobo scandinavo del vortice polare. In tale contesto, la presenza del robusto anticiclone di blocco fra penisola Scandinava e Regno Unito, imporrà un’alterazione al flusso perturbato principale, attestato sul nord Atlantico, a latitudini particolarmente elevate causa la presenza di un ampio “delta” d’uscita del ramo principale del “getto polare” a ridosso delle coste canadesi. Quest’ultimo sarà costretto di aggirare la figura anticiclonica a nord, per poi ridiscendere, tramite un “Jet Streak”, sul bordo orientale di questa, all’altezza della Russia europea, con un intenso flusso di correnti settentrionali che assumeranno una spiccata curvatura ciclonica attorno gli Urali, dove andrà a versarsi gran parte del contenuto di aria gelida proveniente direttamente dal mar Glaciale Artico. Basti pensare che con il lento spostamento verso levante del lobo siberiano, che manterrà il proprio fulcro attorno la penisola di Jamal, un enorme blocco di aria gelida, con isoterme di -25°C -30°C alla quota di 850 hpa, dal mar di Kara si spingerà fino al nord della Russia europea e l’area degli Urali, per poi invadere le regioni settentrionali del bassopiano Siberiano occidentale, già ben innevate, determinando un brusco raffreddamento, tanto che in molte località, specie nel nord-est della Russia europea e degli Urali settentrionali, la colonnina di mercurio tornerà a sprofondare sotto la soglia dei -35°C -40°C.