La relazione fra nebbia e temperatura

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Spesso si ritiene che la nebbia porti freddo. Non è assolutamente così. E’ vero che in presenza di forte umidità la sensazione di freddo aumenta, ma resta, appunto, una sensazione.

La verità è semmai che la condensazione da vapore in acqua (le goccioline di nebbia) libera energia. Esattamente il contrario del processo di evaporazione: per portare l’acqua all’ebollizione occorre infatti fornire calore per rompere l’energia di legame intermolecolare che tiene unite in forma liquida le molecole. Quindi abbiamo un piccolo aumento di temperatura nel momento di formazione della nebbia.

Per quanto concerne invece le temperature notturne, fatto salvo quanto appena esposto, la nebbia a ,bassa sul terreno, non impedisce la dispersione per irraggiamente nell’infrarosso del calore verso lo Spazio. Il legame tra freddo e nebbia è quindi solo indiretto: dove fa più freddo c’è più nebbia perché sono minori i grammi di acqua che l’atmosfera può contenere al diminuire della temperatura.

La notte scorsa su alcune aree le temperature non sono scese come in altre. Porto l’esempio della provincia di Pavia dove, a parità di altitudine, a pochi chilometri di distanza, si passava da temperature positive a 3-4°C sotto zero. La spiegazione che reputo migliore è quella dell’altezza della nebbia dal suolo. Se infatti, come accadeva dove la temperatra era maggiore, la nebbia si porta a qualche centinaio di metri da suolo, o semplicemente è più densa, l’atmosfera non è più invisibile per le radiazioni infrarosse, e allora la nebbia va trattata a tutti gli effetti come una nube bassa, cié una vera e propria coperta che impedisce il raffreddamento. Ecco spiegate differenze anche intense tra un luogo e l’altro, come d’altra parte accade normalmente quando il cielo è coperto.

Di giorno, invece, la presenza nebbiosa impedisce ai raggi diretti di penetrare fino al suolo e il profilo termico verticale mostra facilmente un andamento molto particolare. Si annulla il gradiente termico verticale, con temperature praticamente identiche dal suolo fino all’altezza di saturazione, indice della presenza nebbiosa, e poi improvvisamente si ha uno scarto anche di 10°C. Impossibile non notare questo salto da un qualsiasi radiosondaggio o confrontando i valori di diverse centraline poste a varie altitudini.