
Alla fine l’inverno è riuscito a chiudere con il botto, ammantando di neve l’intero Appennino settentrionale, dopo giorni di continue precipitazione, con temperature negative e zero termico sceso fino a quote pianeggianti, grazie alle stesse precipitazioni. Come previsto i rilievi liguri, ma ancor di più quelli di Emilia, Romagna e Toscana hanno fatto veramente il pieno di neve fresca, con apporti localmente molto consistenti che hanno superato abbondantemente il metro di altezza a neanche 800-1000 metri di altezza. In alcune aree, come fra il pistoiese e il fiorentino, non si vedeva cosi tanta neve, accumulata tutta di un botto in un paio di giorni, da diversi anni. Su tutti spicca l’area del Mugello, sopra Firenze, che è stata letteralmente sommersa dopo giorni di fitte nevicate, enfatizzate dall’umida ventilazione sud-occidentale pilotata dalla circolazione depressionaria isolata fra la Corsica e l’alto Tirreno, con un minimo barico al suolo abbastanza profondo. Il fattore orografico, che ha costretto le masse d’aria abbastanza umide e fredde a sollevarsi bruscamente verso l’alto raggiungendo la saturazione, ha contributo notevolmente ad enfatizzare le precipitazioni, rendendole più intense e persistenti del previste, in modo tale da coprire di bianco, fin dalle quote pianeggianti.
In diversi comuni e frazioni del Mugello gli accumuli nevosi, dopo circa 4-5 giorni di rovesci nevosi e nevicate giunte fin alle porte di Firenze, hanno abbondantemente superato i 50-60 cm a quote collinari. Al di sopra dei 600 metri di altezza il manto nevoso diviene molto consistente, arrivando a toccare il metro di spessore. L’Abetone è stato sommerso, come non si vedeva da diverso tempo. E’ caduta tanta di quella neve che ha provocato l’interruzione di diverse strade, specie nei tratti montani ormai irraggiungibili, se non con mezzi speciali, come il “gatto delle nevi”. I maggiori accumuli si sono registrati proprio nell’area compresa tra Serravalle, Fondi di Cercina e S.Iacopo da Ceppeto, dove si sono registrate le precipitazioni più abbondanti che hanno dispensato degli accumuli di tutto rispetto. In zona molte strade secondarie restano bloccate ed impercorribili per gli alberi caduti sotto il peso della neve. Bisogna sottolineare come in quasi tutto il Mugello sia caduta la stessa quantità di neve fresca, specie al confine fra le province di Firenze e Prato. In molte di queste località non si vedeva cosi tanta neve dal Gennaio del 1985, quando nei primi 15 giorni del mese caddero più di 85 cm, mentre in montagna la neve si contava ormai a metrate.
