
L’altra parte dell’aria fredda e pesante, invece, riuscirà a traboccare in Italia “canalizzandosi” all’interno dei valichi e fondovalle alpini, tramite forti e rafficati venti da Nord e N-NE, che vengono ulteriormente rafforzati dal fitto “gradiente barico orizzontale” preesistente fra la penisola italiana, sede di una profonda circolazione depressionaria scesa sotto i 985 hpa, e la Spagna ed il Portogallo, inglobati dalle propaggini più orientali del robusto anticiclone delle Azzorre, con massimi barici al suolo sui 1038 hpa. Nella giornata di domani le masse d’aria fredde, ora posizionate oltralpe, raggiungeranno l’Italia sfondando dalla famosa porta della bora, con l’attivazione di forti raffiche di bora sul golfo di Trieste e lungo le coste dell’Istria, pronte a propagarsi a tutto l’Adriatico settentrionale, fino alle coste del Veneto e della Romagna, spingendosi fino al crinale appenninico. Dopo aver scavalcato le creste appenniniche, tra Emilia, Toscana e Marche, gli intensi venti di bora si verseranno tra Toscana, Umbria e Lazio, come sostenuti venti di tramontana e grecale, che raggiungeranno anche intensità di burrasca fra grossetano e viterbese, con raffiche da N-NE fino a 60-70 km/h. L’afflusso delle masse d’aria fredde sul territorio nazionale contribuirà a realizzare, nel corso della giornata domenicale, un autentico tracollo termico che si evidenzierà maggiormente sulle regioni adriatiche e dalla notte su quelle meridionali e sulle isole maggiori, al momento interessate dalla rimonta mite libecciale (pre-frontale) che precede l’affondo freddo dalle latitudini artiche.
