L’aria artica si versa sul continente: crollo termico e nevicate fino al piano, particolarmente abbondanti sui rilievi svizzeri

La distensione meridiana dell’alta pressione delle Azzorre sta favorendo la discesa di un esteso blocco di aria molto fredda, per non dire gelida, che dal mar di Groenlandia  si versa in direzione delle Isole Britanniche e del mar del Nord, con forti venti dai quadranti settentrionali, capaci di raggiungere l’intensità di tempesta a ridosso delle coste settentrionali della Scozia, con raffiche fino a 90-100 km/h nei punti meglio esposti. Si tratta di aria di origini polari, o meglio sub-polari, in grado di originare un brusco raffreddamento su tutto il comparto centro-occidentale europeo, seppur lontano dal carattere di eccezionalità per il periodo.

Nelle prossime ore questo flusso freddo, di origini artico marittime, scivolando ulteriormente verso sud, lungo il bordo orientale dell’alta pressione oceanica, invaderà l’intero Regno Unito, con sostenuti, a tratti forti, venti da Nord e N-NO, che faranno calare le temperature, avvicinandole alla soglia dei +0°C. Trattandosi di aria artica marittima passando sopra l’oceano Atlantico tende notevolmente a riscaldarsi nei bassi strati. Tale riscaldamento della fredda massa d’aria, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera l’aria conserva le sue caratteristiche gelide, con isoterme sotto i -36° -38° a 5100 metri.

Tali contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, favorendo lo sviluppo di diffusi moti convettivi che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo Cumuliformi, come Congesti e Cumulonembi, che danno la stura a rovesci sparsi, che assumono carattere nevoso fin sulle zone costiere di nord Irlanda e sulla Scozia. Ma nelle prossime ore le nevicate raggiungeranno pure i rilievi della Spagna settentrionale, tra Cordigliera Cantabrica e Pirenei, e la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Germania, la Repubblica Ceca, la Svizzera fin dal piano.

Proprio su quest’ultima si prevede un periodo di abbondanti nevicate grazie al possente “stau” (sbarramento orografico) eretto dalle Alpi alle fredde correnti settentrionali, da N-NO, le quali ammassandosi al versante nord della catena montuosa addosseranno (per la forzatura orografica che tenderà a far sollevare le masse d’aria fredde verso l’alto) una fitta e compatta nuvolosità che darà la stura a persistenti nevicate, pronte a sommergere i rilievi elvetici, oltre il confine italiano, fin dalle basse quote. Queste nevicate cosi abbondanti pero incrementeranno anche il rischio slavine nei prossimi giorni, non appena si verificherà il primo rialzo termico in quota. Quasi tutte le città svizzere, da Ginevra a Zurigo, torneranno ad imbiancarsi, con accumuli localmente anche abbondanti, in grado di cagionare dei disagi, soprattutto nel sistema dei trasporti.