
Le idee straordinarie nate nel periodo rinascimentale potevano germogliare solo in un ambiente diverso, reso possibile dall’affermarsi, nel 1700, dell’Illuminismo. In questo periodo si sono messe in dubbio le certezze date per scontate o imposte nei secoli precedenti e, mentre le scoperte in ogni campo proseguivano, nuove invenzioni che hanno dato sviluppo alla rivoluzione industriale permettevano impensabili applicazioni.
Ben due presidenti americani furono conquistati dalla meteorologia e tennero dei diari sul tempo: George Washington e Thomas Jefferson. Si dice che quest’ultimo acquistò il suo primo termometro mentre redigeva la Dichiarazione di Indipendenza. Per quanto riguarda il presidente Washington, si dice addirittura che le annotazioni sul tempo furono le ultime parole da lui scritte prima di morire.
A proposito di termometri, la scala che noi ancora usiamo fu ideata da Celsius nel 1742, dividendo in 100 parti la “distanza” fra il punto di ebollizione e quello di congelamento, detta poi anche, ovviamente, scala centigrada.
Non possiamo dimenticarci di Benjamin Franklin, che nel 1752 provò, a rischio della vita, che il fulmine era una scarica elettrica: durante un temporale fece volare un aquilone che fu colpito da un fulmine. O, perlomeno, questo vuole la leggenda. Di certo egli studiò questi fenomeni in maniera approfondita e costruì il primo parafulmine. Lo stesso Franklin ha postulato l’origine elettrica dei fulmini e attribuì la prima analisi meteorologica al suolo, in relazione ad una tempesta che, in base a cronache di giornali, ricostruì nella sua traiettoria dalla Georgia al Massachusetts. In quegli anni altri si occuparono dei fulmini: il fisico e francese De Romas il quale, a differenza di Franklin, documentò la sua esperienza con gli aquiloni durante i temporali. Lemonnier, sempre francese, che iniziò alcuni studi circa l’elettrizzazione dell’aria anche in giorni sereni e la sua variazione a seconda delle ore del giorno. Se ne occupò anche Coulomb, che lavorò sulla variazione della carica di un oggetto mettendola in relazione con l’umidità dell’aria: poi si scoprì che ciò era dovuto ad una diversa conducibilità. Gli studi proseguirono ovviamente anche nei secoli successivi, e per dir la verità, nemmeno oggi siamo certi di aver capito tutto ciò che riguarda questi straordinari fenomeni.