
Le conseguenze saranno probabilmente almeno due ciclogenesi, l’una causata direttamente dal moto dell’aria Atlantica, la seconda determinata dalla discesa fredda, ovviamente più importante in termini di freddo. Però non dimentichiamo che entrambe queste circolazioni tenderanno a rinforzarsi e condizionarsi a vicenda. In linea di massima vedremmo il tempo compromesso e più freddo su tutta Italia dal 10 marzo. Mentre la prima ciclogensei potrebbe portare a piogge diffuse e nevicate forse anche al piano al Nord, coinvolgendo meno intensamente il resto d’Italia, la seconda potrebbe portare a maggiori conseguenze sul Centro-Sud, con forti venti di burrasca, mari in tempesta e neve a quote molto basse, mentre solo l’Emilia Romagna e le aree a Sud del Po potrebbero risentire parzialmente di questa circolazione in termini di precipitazioni, mentre sarebbero venti e freddo gli effetti principali.
Ovviamente, con tutti e se e i ma del caso. Ma l’inverno, è questo il messaggio che deve passare, non è finito. E gli ultimi anni ci hanno insegnato che spesso è davvero così.