Il clima sull’Italia è ancora invernale e tale rimarrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, sicuramente fino alla fine di febbraio ma molto probabilmente anche in seguito, a inizio marzo. Le proiezioni di tutti i centri di calcolo, infatti, confermano uno scenario che vede sull’Italia tanto tanto maltempo con abbondanti nevicate anche in pianura al nord, e sui rilievi appenninici al centro/sud. L’evoluzione è molto complessa, ma in sostanza avrà come risultati un periodo di forte maltempo da nord a sud, con temperature basse nelle Regioni settentrionali e più altalenanti al centro/sud.
Nelle prossime ore un’ampia saccatura atlantica si porterà sul nord Africa dando vita a una perturbazione proprio tra Marocco e Algeria; questa perturbazione si muoverà in settimana verso est arrivando a sud dell’Italia e poi nel Mediterraneo orientale, richiamando un nocciolo d’aria gelida proveniente dall’Artico sull’Europa centrale, in scorrimento lungo il bordo sud/orientale dell’Anticiclone, posizionato alle alte latitudini. La perturbazione Africana dovrebbe provocare forti piogge e temporali nelle zone joniche di Calabria e Sicilia tra giovedì 21 e venerdì 22, con temperature in aumento e nevicate solo oltre i 2.000 metri di quota, quindi esclusivamente sull’Etna e nelle cime più elevate del Pollino. Non sono da escludere nubifragi anche intensi, ma l’evoluzione è ancora tutta da tracciare nei prossimi giorni in quanto è noto che quando si ha a che fare con le perturbazioni Africane, le previsioni sono sempre molto complesse e difficili, incerte fino all’ultimo momento.
Intanto, però, sul nord Italia tornerà il grande gelo da nord/est, alimentato da forte maltempo a causa di infiltrazioni umide e perturbate provenienti dall’oceano Atlantico: così in pianura Padana tornerà la neve proprio a partire da giovedì 21, e in alcune località potrebbe continuare a nevicare ininterrottamente per 6 giorni, fino a martedì 26. Il maltempo più intenso sarà dapprima sabato 23, poi tra lunedì 25 e martedì 26 quando piogge torrenziali e forti temporali interesseranno le Regioni centrali e soprattutto quelle tirreniche, con acquazzoni su Toscana, Lazio e Campania. Per la neve, la previsione è molto complessa: non mancheranno di certo le precipitazioni, ma le temperature saranno molto altalenanti ed è difficile oggi poter dire se davvero in pianura Padana la “dama bianca” arriverà fin in pianura, e quali saranno le quote nelle Regioni Appenniniche, dov’è probabile che a fasi alterne la quota delle precipitazioni nevose salga fino a oltre 1.000 metri per poi scendere fino a 500–600 metri anche in collina con lo spostamento del minimo più a est e l’arrivo di masse d’aria più fredde provenienti dalla Valle del Rodano.
Continuate a seguirci, nei prossimi aggiornamenti entreremo più nel dettaglio della previsione.
