Psicosi terremoto in Garfagnana: si torna a casa, senza rabbia e con ancora un po di paura

Ormai a casa gli abitanti della Garfagnana, terra bellissima e selvaggia ma anche ”ballerina”, non sembrano provati piu’ di tanto dalla notte tra giovedi’ e venerdi’ passata in auto o nei ricoveri predisposti in scuole e impianti sportivi, in attesa di una scossa di terremoto che non e’ arrivata. E nella maggioranza non solo ”assolvono” i sindaci che, ultimo anello della catena attraverso la quale e’ passato lo studio dell’Ingv che non escludeva nuove scosse, ma qualcuno degli ormai ex sfollati garfagnini si chiede perche’ lo stesso tipo di provvedimento di invitare a lasciare le case in simili frangenti non venga applicata anche in altre zone colpite dal terremoto. ”Se abbiamo fatto bene o male ad invitare i cittadini a lasciare le loro case? La gente stamani mi ferma per strada per ringraziarmi, anche se non e’ successo nulla”. Risponde cosi’ il presidente Mario Puppa dell’Unione dei Comuni della Garfagnana e sindaco di Careggine, 600 anime. ”La decisione di annunciare possibili scosse? Nonostante che la cosa ci abbia impaurito, io credo che abbiano fatto bene. Il terremoto poi non e’ venuto ma nessuno puo’ dire con certezza quando arrivera”’, dice uno degli abitanti della zona appena tornato a casa. ”Non capiamo – ha commentato un altro – perche’ queste cose avvengano solo in Garfagnana. Anche nel 1985 ci dissero che sarebbe potuto venire il terremoto a Barga. E anche allora siamo stati due giorni fuori casa. Perche’ la stessa cosa non e’ stata fatta anche in altre zone dove poi davvero il terremoto e’ tornato facendo danni e morti?”. Non tutti pero’ la pensano cosi’. C’e’ chi definisce l’allerta come inutile: ”Nessuno puo’ prevedere un terremoto. E’ chiaro che dopo la scossa di venerdi’ scorso ci addormentiamo con un po’ di paura perche’ sappiamo che raramente le scosse sono isolate. Ma da qui a farci uscire dalla case pero’ ce ne passa. Abbiamo visto persone anziane, malati, disabili, trasportati con mezzi a volte anche non adatti. Si poteva evitare. O forse si poteva avvisare la gente di pomeriggio anziche’ alle dieci la sera”. Gia’, perche’ solo la sera mentre le prime comunicazioni dell’Ingv sarebbero state inviate alla protezione civile quasi 12 ore prima? ”Il capo della protezione civile Franco Gabrielli lo ha spiegato bene: quelle informazioni sono state oggetto di attenta valutazione prima di essere trasmesse alle Regioni e quindi alle province e ai comuni”, dice il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli che ha fatto diramare la sera di giovedi’ la nota ai sindaci della Garfagnana e della Media Valle del Serchio. Una decisione, la sua, presa in pochi minuti: ”Ma e’ stata la decisione giusta. Cosi’ come quella doverosa e coraggiosa presa dai sindaci”. ”Pero’ – aggiunge Baccelli – qualcosa va rivisto nella filiera di protezione civile. Serve che ci siano anche elementi di valutazione in base ai quali i sindaci possano decidere. Noi non siamo sismologi, anche se sappiamo che i terremoti non si possono prevedere. Ma una nota cosi’ non era mai arrivata”.