
Insomma, aiuto mentale o no, non so se anche voi avete l’impressione che a volte questi aggeggi che tanto amiamo ci tengano in ostaggio, e qualche volta la loro assenza ci fa sentire veramente più liberi. E’ un nostro diritto spegnerli, e dedicarci un pò a noi, dire per un pò a noi stessi e agli altri altri “non ci sono per nessuno”.
Per non parlare della questione del controllo. Ci preoccupiamo tanto di non essere controllati, ma il “cavallo di troia” che bypassa tutto questo non è solo un occhio magico, un grande fratello o un braccialetto alla caviglia: è proprio il nostro amato cellulare, con il quale diamo informazioni al mondo ogni secondo e su ogni metro che percorriamo. Se la mettiamo così, non è esattamente piacevole essere sempre tracciati, e non certo perché facciamo qualcosa di male. Se il concetto di libertà personale si riduce, come molti vorrebbero al “male non fare, paura non avere”, saremmo veramente al 1984 del grandissimo George Orwell