Saranno anche “solo canzonette”, come cantava Bennato, ma la musica, qualunque sia, non è un passatempo poco importante. Sono le conclusioni a cui è arrivata la dottoressa Alisa Yamasaki, che ha condotto uno studio con dei biologi dell’Università di Harvard. La musica agisce sull’area del cervello che presiede al rilascio di cortisolo, regolandone la produzione, che non deve essere eccessiva: è infatti il famoso ormone dello stress e tra gli effetti negativi ha quello di alterare il funzionamento del sistema immunitario, se si verificano squilibri nel suo rilascio, con facilità ad ammalarsi.
La musica stimola anche, in un’altra area cerebrale, la produzione di endorfine, con effetto antidolorifico e e tranquillante. Questo ha anche effetti inaspettati, come un miglior movimento della muscolatura involontaria, con effetti positivi su respirazione, circolazione, digestione.
Insomma, la musica è un vero e proprio farmaco…che non presenta alcun rischio di sovradosaggio!
