Lo tsunami che ieri ha devastato le isole più meridionali appartenenti all’arcipelago delle Salomone, nel Pacifico meridionale, si sarebbe propagato fino al mar di Bismark e alle coste orientali di Papua Nuova Guinea, dove l’arrivo dell’onda non ha provocato alcun tipo di problema, salvo un temporaneo innalzamento del livello delle acque. Anche in questo caso però va detto che molti villaggi di pescatori sono stati messi al riparo dalle foreste di mangrovie che sono state in grado, ancora una volta, di attutire il colpo inferto dallo tsunami, evitando uno sconfinamento dell’onda di marea sulle aree più interne. Le foreste di mangrovie anche in questo episodio hanno evidenziato la loro importanza anche in merito al pericolo incombente degli tsunami. Difatti non è un caso se le antiche popolazioni dei tanti arcipelaghi che compongono il Pacifico e il sud-est asiatico (polinesiani), che conoscendo molto bene il rischio del maremoto, costruivano nelle aree più interne i loro insediamenti, al di là degli spazi occupati dalle foreste di mangrovie.