Antartide: dalla carcassa di una balena gli indizi sulla vita marina profonda

Un team di biologi marini ha scoperto e analizzato nei dettagli, per la prima volta, una carcassa di balena sul fondo dell’oceano, vicino all’Antartide. La scoperta ha svelato inediti indizi sulla vita alle estreme profondita’ del mare. Il ritrovamento e’ avvenuto quasi a un chilometro sotto la superficie in un cratere sottomarino e include il rilevamento di almeno nove nuove specie delle acque profonde, tutti organismi cresciuti sulle ossa della balena. La ricerca ha coinvolto la University of Southampton, il Natural History Museum, la British Antarctic Survey, il National Oceanography Centre e la Oxford University. Lo studio e’ stato pubblicato su “Deep-Sea Research II: Topical Studies in Oceanography”. In tutto il mondo, solo sei scheletri di balene sono stati trovati sul fondo del mare. Quando una balena muore e scende in profondita’, numerosi organismi “spazzini” rapidamente divorano la sua carne. Nel corso del tempo, altri organismi colonizzano lo scheletro e sfruttano gradualmente le sostanze nutritive rimanenti. I batteri abbattono i grassi immagazzinati nelle ossa, ad esempio, fornendo a loro volta cibo per la vita marina. Altri animali, anellidi “zombie”, arrivano a digerire le ossa. Il team di ricercatori ha analizzato la carcassa di una balenottera minore o balenottera rostrata (Balaenoptera acutorostrata) con telecamere ad alta definizione per rilevare le comunita’ di animali presenti sulle ossa e prelevare campioni da studiare a terra. Dai risultati e’ emerso che la carcassa si trova sul fondo del mare gia’ da alcuni decenni e che ospita diverse specie inedite cresciute sui resti della balena, tra cui una del genere osedax – gli anellidi “mangiatori di ossa” – e una nuova specie di crostacei isopodi.