Burrasche di scirocco in arrivo dal nord-africa, attese consistenti mareggiate fra le coste della Sardegna meridionale e quelle ioniche di Calabria e Sicilia

L’elemento saliente di questa settimana, sotto il profilo meteo/climatico, sarà rappresentato dai venti di scirocco che torneranno a spirare con forza, già dalle prossime 24-36 ore, su tutto il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e sui mari che circondano l’Italia. Tra la serata di domani e la giornata di mercoledì i venti dal quadrante sud-orientale tenderanno rapidamente ad intensificarsi, superando la soglia d’attenzione, dapprima sul Canale di Sardegna e sul Canale di Sicilia, dove già da domani arriveranno le prime burrasche da SE, per poi estendersi a tutto il medio-basso Tirreno e da mercoledì pure sullo Ionio, con vento piuttosto sostenuto che raggiungerà carattere di burrasca in mare aperto. L’intenso flusso sciroccale che sta per risalire l’Italia sarà messo in moto dal graduale avvicinamento di una profonda e vasta circolazione depressionaria, con un minimo barico al suolo di ben 975 hpa, posizionato poco ad est delle Azzorre, a largo delle coste portoghesi. Questo ampio ciclone extratropicale, in fase di ulteriore approfondimento, già nel corso delle prossime ore, dopo aver dipanato dalla sua base un impetuoso flusso di umide e temperate correnti occidentali, che dalle medie latitudini atlantiche si stanno dirigendo verso le Canarie (sferzate da forti venti da O-SO e Ovest) e le coste marocchine, tenderà molto gradualmente ad avanzare verso est, contribuendo ad enfatizzare il “gradiente barico orizzontale” fra il Marocco, la Spagna ed il Mediterraneo occidentale, dove già soffiano intensi venti dai quadranti meridionali che tendono a piegare più da E-SE e Est all’imboccatura orientale dello Stretto di Gibilterra, causa la particolare orografia di quest’ultimo che tende a “deflettere” i flussi eolici, orientandoli in parallelo all’andamento della linea di costa.

Nelle prossime ore il suddetto vortice depressionario, centrato ad ovest del Portogallo con un minimo di 975 hpa (veramente profondo), continuerà ad essere ben alimentato, lungo il suo bordo più meridionale, dal passaggio di un consistente “Jet Streak” in quota (venti oltre i 200-220 km/h sopra gli 8500 metri) che passa sul medio Atlantico, imprimendogli tanta vorticità positiva. Il risultato di tale processo porta all’infittimento delle isobare sul Mediterraneo centro-occidentale (fra Spagna e Italia), con la conseguente intensificazione dello scirocco fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia. Bisogna anche tenere presente che l’ampia circolazione depressionaria oceanica verrà ostacolata ad est dalla strutturazione di un solido promontorio anticiclonico di blocco, che dall’entroterra libico si estenderà verso la Grecia, l’Egeo, la Turchia e il bacino del mar Nero, ergendo una cupola altopressoria, con massimi di ben 1032 hpa, che esalterà ulteriormente il già intenso “gradiente barico orizzontale”. L’Italia, trovandosi ai margini fra le due grandi figure bariche appena enunciate, subirà gli effetti maggiori, trovandosi sotto un consistente “gradiente barico orizzontale” che terra vita ad un’intensa ventilazione meridionale, che dall’entroterra nord-africano si muoverà fin verso l’alto Tirreno, la Corsica e le coste meridionali francesi.

L’impetuoso alito sciroccale, che sta per investire le nostre regioni, verrà sorretto dall’intrufolamento nel cuore dell’entroterra desertico marocchino e algerino (a sud della catena montuosa dell’Atlante) di masse d’aria piuttosto fresche e umide, d’estrazione temperata oceanica, spinte dai venti burrascosi da O-SO e Ovest, presenti sul lato meridionale della profonda area depressionaria, che dalle medie latitudini atlantiche si propagheranno velocemente verso le coste del Marocco e dell’alto Sahara occidentale. L’aria fresca e più umida, di origine atlantica, pompata dall’ampio vortice depressionario, si muoverà verso i deserti della regione del Maghreb, con sostenuti venti al suolo da Ovest e O-SO che dal Marocco si spingeranno fino all’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando anche delle tempeste di polvere e di sabbia che si espanderanno, da SO a NE, a gran parte del Sahara algerino. Una volta insinuata in pieno deserto l’aria fresca e umida oceanica, in sfondamento da O-SO, andrà ad interagire con le masse d’aria più calde e molto secche che preesistono nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando più ad est il conseguente richiamo di sostenute correnti dai quadranti meridionali che trasporteranno aria più calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muoverà verso le coste della Tripolitania e della Tunisia, originando anche dei drastici aumenti termici nelle suddette aree.

Le correnti meridionali, che risaliranno dai deserti dell’Algeria orientale e dall’ovest della Libia, verranno risucchiate dal fitto “gradiente barico orizzontale” presente sul Mediterraneo centro-occidentale, dirigendosi con forza verso i mari che circondano le isole maggiori e sul Tirreno e lo Ionio, dove si alzeranno intensi venti da SE che diverranno burrascosi (visto il notevole “gradiente”). Già dal pomeriggio di domani, con la progressione del profondo minimo barico e dell’annessa saccatura in quota (a 500 hpa) verso est, i massimi di “gradiente” si stabiliranno fra le Baleari e la Sardegna. Il sensibile infittimento delle isobare sui mari occidentali italiani rafforzerà il già presente flusso sciroccale nei bassi strati, attivando le prime burrasche da SE su mar di Sardegna, Canale di Sardegna (colpendo soprattutto il cagliaritano e l’oristanese). Dalla sera sarà la volta del Canale di Sicilia, dove cominceranno a soffiare forti venti da SE o E-SE che lambiranno i 70-80 km/h nelle aree maggiormente esposte. Dalla nottata anche sulla costa trapanese, Pantelleria e sulle isole Pelagie irromperà la sciroccata che diverrà particolarmente potente nell’alto Canale di Sicilia, fra le isole Egadi e la costa settentrionale tunisina (nei pressi di Capo Bon si supereranno i 90 km/h di picco).

Nel corso della nottata successiva le prime intense raffiche di caduta cominceranno ad investire le coste della Sicilia tirrenica, dal palermitano al messinese, con folate particolarmente forti fra il palermitano e il messinese. Ma la giornata più ventosa sarà quella di mercoledì, allorquando i massimi di “gradiente” si sposteranno sopra il Tirreno e l’Italia meridionale. Proprio mercoledì l’Italia si troverà ai margini di una ampia ansa ciclonica che ingloba la penisola Iberica ed il vicino Atlantico, mentre ad est, fra la Turchia e il bacino del mar Nero, si estende un robusto anticiclone di blocco, con massimi di oltre i 1030 hpa che tendono a consolidare lo squilibrio barico esistente, stringendo le isobare al traverso della nostra penisola. Tale configurazione deporrà a favore di una veloce intensificazione dei venti nei bassi strati sui mari che circondano l’Italia, contribuendo a richiamare dall’entroterra desertico algerino e dalla Tripolitania masse d’aria decisamente miti che si catapulteranno a gran velocità dalla costa libica e della Tunisia meridionale verso il Canale di Sicilia, il mar Ionio, per investire la Sicilia e la Calabria, ributtandosi tramite forti raffiche di caduta sopra il medio-basso Tirreno, tramite una intensa ventilazione da SE o E-SE a ridosso delle coste calabresi.

In giornata in quasi tutti i bacini che circondano l’Italia, fra Canale di Sicilia, medio-basso Tirreno e mar Ionio, il flusso sciroccale supererà la soglia d’attenzione, spirando a carattere di burrasca, con raffiche capaci di superare i 60-70 km/h lungo le aree costiere maggiormente esposte di Sardegna (qui si attenuerà in tarda mattinata), Sicilia, Calabria, Campania e Lazio, fino al promontorio dell’Argentario e all’isola d’Elba. Ma raffiche oltre gli 80-90 km/h, nella giornata di mercoledì, si potranno registrare fra l’isola di Pantelleria, le isole Egadi, le coste della Sicilia tirrenica e sul medio-basso Tirreno, in mare aperto. L’intensa ventilazione si attenuerà progressivamente già nel corso del pomeriggio/sera di mercoledì, rimanendo piuttosto sostenuta solo sul basso Tirreno orientale, Stretto di Messina e area ionica, dove insisteranno correnti intense da SE, direttamente provenienti dall’entroterra libico.

Consistenti mareggiate in arrivo fra le coste della Sardegna meridionale e quelle ioniche di Calabria e Sicilia

Il notevole rinforzo della ventilazione genererà anche un sensibile aumento del moto ondoso su buona parte dei nostri bacini, che si presenteranno da agitati a molto agitati. Già domani un sensibile incremento del moto ondoso si vedrà sui mari che circondano la Sardegna lungo tutto il medio-basso Tirreno e dalla sera pure sul Canale di Sicilia, che da molto mossi tenderanno a diventare agitati (forza 5), con la formazione di onde di “mare vivo” ben formate, alte anche più 3.0 metri sul Canale di Sardegna e 3.5-4.0 metri sul Canale di Sicilia. Ma quella di mercoledì sarà la giornata più difficile per quel che concerne il moto ondoso e lo stato dei mari. Difatti, a causa della rapida intensificazione dei venti di scirocco, sia il medio-basso Tirreno a largo, che il Canale di Sicilia e lo Ionio, tenderanno a divenire agitati (forza 5), con la creazione di un intenso moto ondoso composto da onde di “mare vivo” che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza sul Tirreno centrale, mentre sul Canale di Sicilia la forte ventilazione sud-orientali, propagandosi all’intero bacino, spirando per ore in maniera ininterrotta riuscirà a sollevare ondate di ben 3.5-4.0 metri, con “Run-Up” di oltre i 5.0 metri che si spingeranno velocemente da SE a NO, causando intense mareggiate lungo le coste orientali delle Pelagie e dell’isola di Pantelleria, come nell’area di Capo Bon lungo la costa settentrionale tunisina.

Tra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio di mercoledì, con l’ulteriore intensificazione del flusso sciroccale, anche lo Ionio diverrà agitato (forza 5), fino a molto agitato (forza 6) a largo. Qui l’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui agisce il vento) potrà essere in grado di amplificare il moto ondoso, sollevando marosi di oltre i 3.0-4.0 metri che si spingeranno verso le coste della Sicilia e Calabria ionica, dove si verificheranno delle mareggiate di media intensità. Nella nottata di domani le prime importanti mareggiate cominceranno a colpire le coste del cagliaritano e l’area del golfo di Cagliari, dove irromperanno onde di oltre i 3.0 metri che si abbatteranno con grande impeto sui rispettivi litorali. Mercoledì le mareggiate più consistenti saranno quelle che colpiranno i litorali della Calabria e Sicilia ionica, dove entreranno ondate di “mare vivo”, alte fino a 3.0-4.0 metri, che potranno determinare dei disagi nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione. Nel corso del pomeriggio onde rifratte da SE e S-SE, alte fino a 2.0-3.0 metri, riusciranno ad incanalarsi fino all’imboccatura sud dello Stretto di Messina e all’interno del golfo di Taranto.