
Nelle prossime ore il suddetto vortice depressionario, centrato ad ovest del Portogallo con un minimo di 975 hpa (veramente profondo), continuerà ad essere ben alimentato, lungo il suo bordo più meridionale, dal passaggio di un consistente “Jet Streak” in quota (venti oltre i 200-220 km/h sopra gli 8500 metri) che passa sul medio Atlantico, imprimendogli tanta vorticità positiva. Il risultato di tale processo porta all’infittimento delle isobare sul Mediterraneo centro-occidentale (fra Spagna e Italia), con la conseguente intensificazione dello scirocco fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia. Bisogna anche tenere presente che l’ampia circolazione depressionaria oceanica verrà ostacolata ad est dalla strutturazione di un solido promontorio anticiclonico di blocco, che dall’entroterra libico si estenderà verso la Grecia, l’Egeo, la Turchia e il bacino del mar Nero, ergendo una cupola altopressoria, con massimi di ben 1032 hpa, che esalterà ulteriormente il già intenso “gradiente barico orizzontale”. L’Italia, trovandosi ai margini fra le due grandi figure bariche appena enunciate, subirà gli effetti maggiori, trovandosi sotto un consistente “gradiente barico orizzontale” che terra vita ad un’intensa ventilazione meridionale, che dall’entroterra nord-africano si muoverà fin verso l’alto Tirreno, la Corsica e le coste meridionali francesi.
L’impetuoso alito sciroccale, che sta per investire le nostre regioni, verrà sorretto dall’intrufolamento nel cuore dell’entroterra desertico marocchino e algerino (a sud della catena montuosa dell’Atlante) di masse d’aria piuttosto fresche e umide, d’estrazione temperata oceanica, spinte dai venti burrascosi da O-SO e Ovest, presenti sul lato meridionale della profonda area depressionaria, che dalle medie latitudini atlantiche si propagheranno velocemente verso le coste del Marocco e dell’alto Sahara occidentale. L’aria fresca e più umida, di origine atlantica, pompata dall’ampio vortice depressionario, si muoverà verso i deserti della regione del Maghreb, con sostenuti venti al suolo da Ovest e O-SO che dal Marocco si spingeranno fino all’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando anche delle tempeste di polvere e di sabbia che si espanderanno, da SO a NE, a gran parte del Sahara algerino. Una volta insinuata in pieno deserto l’aria fresca e umida oceanica, in sfondamento da O-SO, andrà ad interagire con le masse d’aria più calde e molto secche che preesistono nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando più ad est il conseguente richiamo di sostenute correnti dai quadranti meridionali che trasporteranno aria più calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muoverà verso le coste della Tripolitania e della Tunisia, originando anche dei drastici aumenti termici nelle suddette aree.
Le correnti meridionali, che risaliranno dai deserti dell’Algeria orientale e dall’ovest della Libia, verranno risucchiate dal fitto “gradiente barico orizzontale” presente sul Mediterraneo centro-occidentale, dirigendosi con forza verso i mari che circondano le isole maggiori e sul Tirreno e lo Ionio, dove si alzeranno intensi venti da SE che diverranno burrascosi (visto il notevole “gradiente”). Già dal pomeriggio di domani, con la progressione del profondo minimo barico e dell’annessa saccatura in quota (a 500 hpa) verso est, i massimi di “gradiente” si stabiliranno fra le Baleari e la Sardegna. Il sensibile infittimento delle isobare sui mari occidentali italiani rafforzerà il già presente flusso sciroccale nei bassi strati, attivando le prime burrasche da SE su mar di Sardegna, Canale di Sardegna (colpendo soprattutto il cagliaritano e l’oristanese). Dalla sera sarà la volta del Canale di Sicilia, dove cominceranno a soffiare forti venti da SE o E-SE che lambiranno i 70-80 km/h nelle aree maggiormente esposte. Dalla nottata anche sulla costa trapanese, Pantelleria e sulle isole Pelagie irromperà la sciroccata che diverrà particolarmente potente nell’alto Canale di Sicilia, fra le isole Egadi e la costa settentrionale tunisina (nei pressi di Capo Bon si supereranno i 90 km/h di picco).
Consistenti mareggiate in arrivo fra le coste della Sardegna meridionale e quelle ioniche di Calabria e Sicilia
Il notevole rinforzo della ventilazione genererà anche un sensibile aumento del moto ondoso su buona parte dei nostri bacini, che si presenteranno da agitati a molto agitati. Già domani un sensibile incremento del moto ondoso si vedrà sui mari che circondano la Sardegna lungo tutto il medio-basso Tirreno e dalla sera pure sul Canale di Sicilia, che da molto mossi tenderanno a diventare agitati (forza 5), con la formazione di onde di “mare vivo” ben formate, alte anche più 3.0 metri sul Canale di Sardegna e 3.5-4.0 metri sul Canale di Sicilia. Ma quella di mercoledì sarà la giornata più difficile per quel che concerne il moto ondoso e lo stato dei mari. Difatti, a causa della rapida intensificazione dei venti di scirocco, sia il medio-basso Tirreno a largo, che il Canale di Sicilia e lo Ionio, tenderanno a divenire agitati (forza 5), con la creazione di un intenso moto ondoso composto da onde di “mare vivo” che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza sul Tirreno centrale, mentre sul Canale di Sicilia la forte ventilazione sud-orientali, propagandosi all’intero bacino, spirando per ore in maniera ininterrotta riuscirà a sollevare ondate di ben 3.5-4.0 metri, con “Run-Up” di oltre i 5.0 metri che si spingeranno velocemente da SE a NO, causando intense mareggiate lungo le coste orientali delle Pelagie e dell’isola di Pantelleria, come nell’area di Capo Bon lungo la costa settentrionale tunisina.