La mia teoria è che per ogni tempo ci sia una sindrome associata. Può essere anche una sindrome caratterizzata da euforia. Per esempio se il vento piace. Ieri c’era chi tifava per una forza a 120 Km/h, poi persino superata. Ma di solito le sindromi di cui ci si occupa sono quelle negative, e allora ecco nell’ambito delle meteoropatie addirittura un settore dedicato al vento, tanta è la sua influenza nefasta su molti di noi. Chi ne soffre si chiama anemopata!
Rimandiamo ad articoli specifici la trattazione vento per vento, limitiamoci ora a fare alcune considerazioni di carattere generale.
I venti caldi e secchi generano ioni positivi con conseguente disagio del tipo: ansia, inappetenza, emicrania, nausea, tachicardia, vertigini. Persino sintomi psicopatologici e cardiaci nel caso del favonio. I venti in generale poi portano le caratteristiche delle masse d’aria da dove soffiano, quindi aggiungiamo le caratteristiche peculiari della masse d’aria di origine, in primis il trasposrto di umidità.
Ma, già che ci siamo, cos’è il vento? Una specie di meccanismo di riequilibrio tramite cui si ristabilisce la democrazia tra zone dove c’è più aria a zone dove ce n’è meno, o meglio da zone dove è più densa ad altre dove è meno densa. Esattamente come l’acqua tra due recipienti a contatto che scorre verso dove ce n’è meno per ristabilire l’equilibrio, che è la regola base del funzionamento di tutto l’Universo.
