Dati Istat: il paesaggio è un valore per gli italiani, ma è fragile e minacciato

Anche se non adeguatamente tutelato – ogni cento abitazioni costruite legalmente in Italia, ve ne sono 15 abusive – il paesaggio rappresenta un valore tale per gli italiani da essere considerato per la prima volta al mondo un indicatore statistico dello stato di salute del paese. Su spinta della collettivita’, infatti, la qualita’ e la conservazione del paesaggio italiano concorrono a pieno titolo al calcolo del Bes, il nuovo indice del ‘Benessere equo e sostenibile’ da affiancare al Pil, coniato da Istat e Cnel e presentato oggi a Montecitorio alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Insieme a un patrimonio culturale di rilevanza mondiale – oltre 33 i beni culturali censiti per 100km2, con 47 siti parte del patrimonio Unesco dell’umanita’, il 4,7% del totale, – gli italiani percepiscono come elemento del loro benessere anche il paesaggio. Eppure, l’Italia destina alle attivita’ culturali solo lo 0,4% del Pil, in linea con l’impegno di Germania a Gran Bretagna, circa la meta’ di quello francese (0,8% del Pil) e inferiore a quello della Spagna (0,6%). Ciononstante, le citta’ italiane vantano, in media, un’alta quota di patrimonio storico, con due edifici abitativi su dieci costruiti prima del 1919, che vertono in buono od ottimo stato di conservazione. Cosi’, ammonta al 5% la quota di dotazione verde della superficie dei capoluoghi di provincia italiani. In quanto ”non musealizzabile”, pero’, il paesaggio, sia rurale sia urbano, e’ fragile da tutelare, minacciato com’e’ ”da una continua e spesso incontrollata espansione edilizia, cui si aggiungono le conseguenze negative determinate dalle radicali trasformazioni dell’agricoltura, con l’abbandono di ampie porzioni del territorio rurale” come scrive il rappoto Bes. Rispetto al 15% medio nazionale, l’abusivismo degli ultimi dieci anni equivale a circa il 5% del costruito legale a Nord, il 10% al Centro e il 30% al Sud: maglia nera va alla Campania, mentre la Puglia ha il primato negativo della penetrazione edilizia in aree – costiere, montane e vulcaniche – protette da vincolo paesaggistico, con 778 edifici per km2 registrati nel 2011. La transizione da rurale a urbano (urban sprawl) coinvolge al momento il 20% del territorio nazionale, mentre l’erosione da abbandono – per dismissione di colture e spopolamento – colpisce circa il 28,3% del territorio nazionale. Le campagne piu’ gravemente compromesse da questi fattori combinati sono quelle liguri e venete.