Il maltempo previsto ha colpito con grande puntualità e precisione le regioni centro-settentrionali italiane, sommergendo di neve i versanti meridionali delle Alpi e fino a bassissima quota i rilievi interni e le colline della Liguria e dell’Emilia occidentale. Purtroppo le abbondanti precipitazioni hanno creato molti disagi in diverse aree dell’alta Toscana, fra pistoiese e in lucchesia, dove il fenomeno dello “stau” (sbarramento orografico), imposto dalle Alpi Apuane e dai rilievi dell’Appennino Toscano all’umido flusso sud-occidentale (carico di umidità nei bassi strati), ha esacerbato le precipitazioni, rendendole più intense e persistenti e determinando la rapida crescita dei principali fiumi e bacini idrografici della regione. Non è un caso se sui versanti sud-occidentali dei rilievi dell’alta Toscana siano caduti più di 300 mm nelle ultime 24 ore, un dato davvero alluvionale. Ma quel che emerso da questo peggioramento è stato il notevole rinvigorimento della ventilazione dai quadranti meridionali sull’intero territorio nazionale, soprattutto sui bacini che circondano la nostra penisola. In particolare, fra medio-alto Tirreno e Adriatico, i venti di ostro e di scirocco, richiamati dall’intenso sistema frontale proveniente dalla Francia e associato all’ampia ciclogenesi in fase di approfondimento sul mar d’Irlanda, hanno superato la soglia d’attenzione, raggiungendo l’intensità di burrasca, seppur solo a tratti si sono verificate delle condizioni eoliche davvero significative.
Il notevole rinforzo delle correnti di scirocco e ostro, nei bassi strati, è stato originato, proprio come da previsione, da un rapido calo della pressione barometrica che ha coinvolto maggiormente le nostre regioni settentrionali, dove la pressione è scesa al di sotto dei 990-989 hpa. In qualche località, fra Emilia, Veneto e Friuli, i barometri hanno registrato valori sugli 988 hpa o poco più bassi. Si tratta di cifre piuttosto basse rispetto ai valori normali. Un tracollo barometrico che ha contribuito ad ispessire il “gradiente barico orizzontale” fra i mari che circondano l’Italia ed i vicini Balcani, creando un vero e proprio squilibrio pressorio che ha determinato la conseguente attivazione di questa intensa ventilazione dai quadranti meridionali, in genere da S-SE, che dal basso Tirreno e dallo Ionio si è rapidamente diretta fino alle coste dell’alta Toscana, risalendo l’intero bacino tirrenico, e sul golfo di Trieste e coste friulane, dopo aver percorso tutto l’Adriatico, dal Canale d’Otranto alla laguna veneta ed il Friuli. Stamani lo scirocco ha battuto con forza fra il Tirreno centrale e l’arcipelago Toscano, dove in mattinata si sono venute a realizzare delle burrasche, in genere da S-SE, che hanno interessato le coste campane, l’area del golfo di Napoli, i litorali del Lazio, l’Argentario e l’arcipelago Toscano, dove le raffiche hanno superato a tratti i 60-70 km/h, con un picco di ben 84 km/h sull’isola d’Elba.
Pur in attesa dell’imminente miglioramento, con l’allontanamento dell’intenso sistema frontale oceanico verso la regione carpatico-danubiana e l’Europa centro-orientale, il fitto “gradiente barico orizzontale” tuttora esistente non si consoliderà rapidamente, almeno non prima del pomeriggio di domani. Difatti, l’ampia ciclogenesi che si è venuta ad approfondire fra il mar d’Irlanda e l’Inghilterra occidentale, con un minimo barico sceso sotto i 990 hpa, nelle scorse ore ha esteso una propria saccatura in corrispondenza delle regioni di nord-ovest e del mar Ligure, presentando un asse longitudinale che ha favorito l’isolamento di un profondo minimo barico derivato in corrispondenza dell’Italia settentrionale. Tale minimo barico derivato, fra la tarda serata e la prossima notte, divenendo pienamente autonomo, tenderà ad allontanarsi verso le Alpi orientali e l’Austria, proseguendo successivamente la sua corsa in direzione della Repubblica Ceca e della Polonia sud-occidentale nel corso della prima mattinata di domani. In pratica, evolvendo verso nord-est, verso la Polonia, questa circolazione depressionaria di 992-990 hpa instaurerà sull’Europa centrale una ampia area depressionaria ad occhiale, con due minimi, il primo in azione attorno la Cornovaglia e in fase di colmamento, mentre il secondo entro il primo pomeriggio raggiungerà la Polonia, attenuandosi sensibilmente dalla seconda parte del giorno sopra il territorio polacco.
Questa particolare circolazione depressionaria, con più minimi al suolo, già dalle prossime ore si contrapporrà, lungo il suo margine più meridionale, con un promontorio anticiclonico mobile che dal nord dell’Algeria si muove verso la Tunisia e la Libia occidentale, determinando già dalla mattinata di domani un miglioramento delle condizioni meteorologiche al sud e sulle isole maggiori, con ampie schiarite. Tale contrapposizione barica, fra il profondo minimo derivato sul nord Italia, che si allontana verso nord-est, ed il promontorio anticiclonico mobile in arrivo dall’Algeria settentrionale e dalla Tunisia, produrrà un temporaneo inasprimento del già fitto “gradiente barico orizzontale”, soprattutto fra mar Ligure, alto Tirreno e Adriatico settentrionale, con un infittimento delle isobare piuttosto marcato, pronto ad attivare una forte ventilazione occidentale, che dalla porta di Carcassone, attraverso il golfo del Leone, di dipanerà a gran velocità verso l’alto mar di Corsica, mar Ligure, alto Tirreno fino alle coste centro-settentrionali della Toscana, fra livornese e Versilia, dove entro la serata odierna irromperanno intensi venti da O-SO e Ovest, con raffiche capaci di oltrepassare i 70-80 km/h nei punti meglio esposti, tra pisano e costa livornese.
Da qui, la forte ventilazione da O-SO, dopo aver risalito il versante occidentale dell’Appennino Tosco/Emiliano, con raffiche tempestose lungo i principali passi (come l’Abetone), tenderà a scavalcare molto rapidamente il crinale per versarsi sotto forma di furiose raffiche di caduta verso le vallate dell’Appennino Romagnolo e Marchigiano, acquistando ulteriore forza e velocità durante la fase di discesa. Si verranno cosi ad innescare fortissime raffiche di caduta, con l’attivazione del cosiddetto “garbino” (il foehn appenninico) che sferzerà con grande intensità le vallate e le coste della bassa Romagna e delle Marche settentrionali. Soprattutto fra il Montefeltro, il sanmarinese, il pesarese e l’urbinate, all’interno delle principali valli che degradano sull’Adriatico, nella prossima notte si potranno registrare raffiche di vento di caduta molto forti, fino a 90-100 km/h, con picchi di oltre i 120-130 km/h, localmente pure più di 140 km/h sul lato sottovento dei crinali. Raffiche molto forti e turbolenti, capaci di apportare danni e disagi, specie nei paesi e nei borghi medievali che sorgono in prossimità delle valli. Nel paese di Frontone, particolarmente esposto alle furiose folate di “garbino” discendenti dal monte Catria (1701 metri), ci attendiamo raffiche di oltre i 120-130 km/h. I forti venti da SO e O-SO, arrivando sulla costa, attraverseranno rapidamente l’Adriatico settentrionale, spingendosi verso le isole croate della Dalmazia e sull’Istria, dove in nottata si attendono delle piccole mareggiate (“Fetch” poco esteso per produrre grandi onde), con onde di traverso alte anche più di 2. metri in prossimità delle isole dalmate. Le bufere di vento di caduta si attenueranno progressivamente dalla tarda mattinata di domani, cessando quasi del tutto in tarda serata, allorquando il “gradiente barico orizzontale” fra Italia settentrionale e meridionale si sarà progressivamente colmato.