L’inverno continua ad attanagliare gran parte del continente europeo, dove neve, gelo e venti freddi continuano a farla da padrone. Tutta colpa di un indice “AO” fortemente negativo ed un vortice polare destabilizzato, suddiviso in più “lobi” principali, che continua a rallentare, ed in modo alquanto brusco, il flusso zonale, indebolendo sempre più il ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dal continente nord americano. Il rallentamento di questo impone la formazione di grandi ondulazioni troposferiche, meglio note come “onde di Rossby”, che agevolano la costruzione di robusti anticicloni di blocchi, estesi con il proprio asse lungo i meridiani, che si frappongono a complesse circolazioni depressionarie, ben alimentate dalla discesa di ampie avvezioni fredde provenienti dalle latitudini sub-polari. In questi giorni molte aree dell’Europa settentrionale e centrale sono state investite dall’affondo di una serie di irruzioni di aria molto fredda, in discesa dalle latitudini sub-polari. Le masse d’aria molto fredde, per non dire gelide, si sono dirette fin sulla Mitteleuropa e sulla regione carpatico-danubiana, dove nei bassi strati si è isolato un solido “cuscinetto di aria molto fredda” (“lake cold”), molto duro da scalfire, che ha contribuito a mantenere le temperature ben al di sotto delle medie stagionali del periodo, con l’avvento della neve fino a quote pianeggiati.
Giornata tipicamente invernale ieri a Bratislava
Attualmente, pur essendo entrati nella terza decade del mese di Marzo, uno spesso manto nevoso continua a coprire svariate nazioni del vecchio continente, dalla Germania fino alla Bielorussia e al sud della Russia europea. Ma tanta neve fresca è caduta pure fra la Danimarca, la Svezia meridionale, in particolare la regione dello Svealand, la Polonia, la Repubblica Ceca e l’intera area carpatica, dove nelle ultime due settimane si sono succedute nevicate, anche particolarmente abbondanti. Il gelo continua a persistere anche sulla Scandinavia, ed in particolare sulla Lapponia, dove le temperature scendono al di sotto dei -15°C -20°C, grazie anche al consistente effetto “Albedo” prodotto dall’abbondante innevamento ancora preesistente. Le temperature largamente negative, persistenti da varie settimane, hanno contribuito a far ghiacciare le acque del golfo di Botnia, noto come il settore più settentrionale del mar Baltico, compreso tra la costa orientale della Svezia e la costa occidentale della Finlandia. Bisogna però anche considerare che sul golfo di Botnia sfociano numerosi fiumi e grandi canali che trasportano enormi quantità d’acqua dolce, le quali tendono a ridurre drasticamente la salinità di tale bacino. A causa della ridotta salinità il golfo di Botnia, durante il periodo invernale, ghiaccia più rapidamente, ed è il primo tratto del Mar Baltico a ghiacciare nei mesi invernali.
Da qualche settimana, come ben evidenziato dalle immagini satellitari, sull’intero golfo si è formata una sottile patina di ghiaccio nuovo che si estende fino alle isole Aland, amministrate dalla Finlandia. Attualmente il golfo di Botnia è navigabile solo con delle navi rompighiaccio, ben attrezzate ad affrontare il ghiaccio marino. In queste ore il maltempo si sta accanendo sulle Isole Britanniche, con diffuse nevicate sull’Irlanda del Nord, mentre piogge persistenti ed intensi rovesci continuano a persistere fra il Galles meridionale e la Cornovaglia. Proprio in Cornovaglia una donna di 60 anni è presumibilmente morta nella sua casa travolta da una frana, Questa ondata di maltempo è prodotta da una grande circolazione ciclonica, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 970 hpa a ovest dell’Irlanda. Tale vortice depressionario, piuttosto profondo, viene costantemente alimentato, lungo il proprio bordo occidentale, dalla discesa di diversi impulsi di aria molto fredda, d’origine artico marittima, provenienti direttamente dallo Stretto di Danimarca e dal mar d’Islanda. Le masse d’aria fredde, artico marittime, scivolando verso le latitudini più meridionali, con una intensa ventilazione dai quadranti settentrionali, riescono ad imprimere ulteriore vorticità alla circolazione ciclonica extratropicale, che registra un minimo barico al suolo sui 970 hpa.
La profonda area depressionaria in pieno oceano, a largo delle Isole Britanniche, rimanendo semi-stazionaria in loco, poco più ad est sta pilotando un richiamo di aria molto più mite e umida che dalle medie latitudini atlantiche si dirige verso il Portogallo, la Spagna, la Francia ed il sud dell’Inghilterra, favorendo lo sviluppo di una ampia “Warm Conveyor Belt” che apporta precipitazioni a carattere diffuso. Difatti, gli umidi venti da SO, che risalgono dalle latitudini sub-tropicali atlantiche (nell’area dove normalmente agisce l’anticiclone delle Azzorre), raggiungono le coste irlandesi e inglesi con un grande carico di umidità. La presenza di rilievi, alti più di 1000 metri nel vicino retroterra, come i monti del Cumberland o i rilievi del Galles, costringe le masse d’aria umide a sollevarsi verso l’alto, raffreddandosi e agevolando la formazione di annuvolamenti che danno origine a piogge intense e persistenti (“stau”). Sull’Irlanda del nord sono state le persistenti precipitazioni nevose, fino al piano, a determinare ingenti disagi. Per tutta la giornata di ieri nevicate di debole e moderata intensità hanno imbiancato diverse regioni dell’Irlanda, ed in particolare quelle del Derbyshire e nel Nottinghamshire, del West Yorkshire e l’Ulster, dove localmente gli accumuli hanno superato i 30 cm. Una bella nevicata ha colpito pure la città di Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord. Sempre nella giornata di ieri la partita Irlanda del Nord-Russia, valida per le qualificazioni ai mondiali del 2014, è stata rinviata ad oggi a causa dell’intensa nevicata. Il maltempo continuerà ad imperversare anche durante il fine settimana.