Il föhn: un fenomeno non solo italiano

Si conosce bene al Nord cosa sia il föhn, famigerato vento detto anche “mangianeve”, perchè quando soffia la temperatura sale vertiginosamente anche in quota, rovinando la coltre nevosa, magari appena caduta.

I termini foehn o favonio sono altrettanto validi, anche se il secondo è più usato in Canton Ticino, che è comunque, rispetto alla catena alpina è al di qua dello spartiacque, e quindi ne subisce le conseguenza insieme alla Pianura Padana.

Favonio deriva dal termine favonius, cioé vento che “fa crescere”, anche se nell’accezione originale significava “proveniente da Occidente” per i romani. Per gli abitanti del Nord e del Canton Ticino certamente proviene da Nord, ed è un vento benefico per le colture. Il termine föhn ha invece origine tedesca, pur usato in Italia.

Ma ci sono tanti termini con cui ogni volta che si verifica questo fenomeno, strettamente legato alla presenza di catene montuose, viene chiamato questo vento, in giro per il mondo.

Lo chiamiamo vento, ma è innanzitutto un fenomeno fisico, se fosse solo vento non spiegheremmo il perché dello sbalzo di temperatura, legato all’attraversamento forzato di una catena montuosa e non alla provenienza da un’area caratterizzata da una massa d’aria calda e asciutta.

In Francia meridionale si chiama Mistral, in Argentina Zonda, in Israele Sharav, in Arabia Saudita Amsin.

Non solo: nella lontana Nuova Zelanda è chiamato Nor’wester, nei Carpazi Halny.

E’ conosciuto con almeno tre nomi diversi negli Stati Uniti: Chinook, quando scende sul versante Orientale delle Montagne Rocciose, Vento del diavolo nella baia di San. Francisco, Sant’Ana in California Meridionale.