Il terremoto dell’11 Marzo 2011 in Giappone è stato “sentito” anche dallo spazio

Credit: ESA / AOES - Medialab

Il devastante terremoto che ha scosso il Giappone nel Marzo 2011 è stato così intenso che il suo rombo è stato “sentito” anche nello spazio. E’ quanto sostengono scienziati francesi e olandesi, che hanno scoperto che le onde sonore del sisma hanno raggiunto i 260 chilometri di quota sopra la superficie terrestre. I terremoti risuonano come un subwoofer gigante, generando onde sismiche che viaggiano attraverso la terra e, in misura minore, onde acustiche che viaggiano attraverso l’aria. Sebbene alcuni boom fragorosi siano stati ascoltati anche dopo piccoli terremoti, come quello di Spokane nel 2001, queste onde rientrano nella categoria degli “infrasuoni”, quindi non udibili per gli esseri umani. Raphael Garcia, un fisico dell’Università di Tolosa in Francia, insieme al suo team, ha deciso di rilevare prove dirette dell’esistenza di questa ondata di infrasuoni. Essi hanno preso in considerazione i dati satellitari, alla ricerca di sottili accelerazioni verticali che sarebbero causate dalle stesse onde. Utilizzando un modello computerizzato per filtrare la dinamica atmosferica, come le onde gravitazionali provenienti dalla regione polare, i risultati pubblicati il mese scorso nelle Geophysical Research Letters2, rivelano chiari segnali di onde ad infrasuoni. Il satellite GOCE, che più degli altri si è rivelato adatto allo scopo, ha registrato un’onda acustica della frequenza di 14 milliHertz (mHz) circa mezz’ora dopo il terremoto, e un’altra a 6 mHz circa 60 minuti dopo. Il lavoro, che definisce il satellite come il primo sismometro orbitante, apre la possibilità di monitorare i terremoti in luoghi remoti, come ad esempio nel bel mezzo degli oceani. Satelliti di questo tipo potrebbero anche aiutare a monitorare i test nucleari, anche se le energie sismiche coinvolte, assolutamente inferiori, fanno di questo una possibilità più remota.