Come avevamo ampiamente previsto, nel corso della serata, i forti venti di ponente hanno sferzato la Sicilia raggiungendo la costa tirrenica messinese e l’area dello Stretto di Messina, con potenti raffiche che hanno superato picchi di ben 80-90 km/h. A Faro Superiore è stato archiviato un picco massimo di ben 97 km/h, mentre nella città di Messina, in più stazioni, le raffiche più intense hanno lambito o superato i 90 km/h. Del resto i valori barici registrati nella mattinata di ieri, scesi sotto la soglia dei 987-986 hpa (davvero molto bassi), non potevano passare cosi inosservati, senza innescare venti burrascosi dai quadranti occidentali non appena il profondo minimo barico si allontanava verso il basso Adriatico e le coste albanesi, determinando un rapido aumento dei valori barometrici iniziando dal Canale di Sicilia e dal basso Tirreno. Tale squilibrio della pressione barometrica ha prodotto il cosiddetto “vento Isallobarico”, ossia forti corrente che si sommano ai già esistenti venti di “gradiente”, muovendosi in parallelo con quest’ultimi. Queste correnti sommandosi al flusso di “gradiente” possono originare dei venti veramente violenti e turbolenti capaci di apportare notevoli danni in presenza di “gradienti barici” particolarmente forti, con annessi profondi minimi depressioni in rapido spostamento. La particolarità di queste correnti è quella che possono percorrere centinaia di chilometri, mantenendo le caratteristiche tempestose fin quando non si va a colmare l’importante squilibrio barico che le ha generate inizialmente. Una volta colmato rimane solo il vento di “gradiente”. Sul capoluogo peloritano, dopo i rovesci della prima serata, ha fatto irruzione l’impetuosa ponentata, con l’attivazione di turbolenti raffiche di caduta (“catabatiche”) dai crinali e le vallate dei Peloritani settentrionali. Come capita spesso in queste situazioni i venti hanno toccato velocità veramente ragguardevoli lungo le coste del messinese tirrenico, particolarmente esposte alle bufere di vento provenienti dal quadrante occidentale, e sulla città di Messina. Proprio su questa, l’attivazione dei venti di caduta, ha prodotto vere e proprie bufere di vento, rafforzate dal fittissimo “gradiente barico orizzontale” che si è disposto con i propri massimi fra il basso Tirreno e il mar Ionio.
Le forti raffiche da Ovest e O-NO, dopo aver scavalcato il crinale della dorsale dei Peloritani, si sono buttate con veri e propri “fiumi d’aria” verso la città dello Stretto, canalizzandosi lungo le principali vallate che degradano verso il mare. Proprio a causa dell’incanalamento nelle valli dei Peloritani le folate, durante la rapida discesa, hanno acquistato ulteriore velocità, irrompendo con impetuose e turbolenti raffiche di caduta sulla città che hanno toccato punte di ben 80-90 km/h. All’interno delle principali vallate peloritane (come nella vallata di San Filippo), per l’effetto dell’incanalamento orografico, si stima che le raffiche più intense abbiano oltrepassato la fatidica soglia dei 100 km/h, con effetti ben visibili sulla cartellonistica stradale e sui pali della pubblica illuminazione divelti. Da notare pure come durante la fase clou della bufera di ponente, fra le 21:00 e le 00:00 odierne, il vento medio sostenuto non ha mai superato la soglia dei 50 km/h, un dato normalissimo in presenza di una componente molto rafficosa. Ma bastavano 30-40 secondi per passare da 40 km/h a raffiche di ben 80-90 km/h, per poi nuovamente diminuire bruscamente a 40-50 km/h.
