La tregua del maltempo prevista per questa sera consentirà la visione della cometa C/2011 L4 PANSTARRS nei cieli occidentali della nostra penisola. Un numero sempre crescente di osservatori sta cominciando ad avvistarla anche ad occhio nudo subito dopo il tramonto, dal momento che la sua distanza angolare dal Sole sta aumentando. Recentemente Richard Keen, professore di Scienze dell’Atmosfera presso l’Università del Colorado, ha calcolato per l’astro chiomato una magnitudine di 0.2, con una coda corta, luminosa e verticale. Keen – come si legge sul sito spaceweather – è un osservatore esperto soprattutto di eclissi lunari, dove egli calcola la luminosità di tali eventi per studiare gli aerosol nella stratosfera. Nelle ultime ore una sottile falce di Luna crescente ha aperto la strada alla visione ad occhio nudo, determinando uno spettacolo nei cieli di tutto il mondo. Le nubi sul territorio italiano non ne hanno permesso la visione, specie sui settori occidentali, interessati addirittura da piogge e temporali.

Nella serata di Domenica, l’accoppiamento stretto tra la Luna e Giove garantirà un altro spettacolo del firmamento. La Luna avrà l’aspetto di una sottile falce, che mostrerà ai più attenti osservatori la sua parte buia debolmente illuminata dalla luce cinerea, ossia la luce solare riflessa dalla Terra. A fare compagnia ai due astri, vicini soltanto prospetticamente, ci sarà la stella Aldebaran della costellazione del Toro, e l’ammasso aperto delle Pleiadi, un gruppo di stelle in formazione. Spostandosi verso Est ecco il maestoso Orione con stelle di prima grandezza, come Betelgeuse e Rigel, e ancora più in basso Sirio, la stella della costellazione del Cane Maggiore più luminosa del cielo notturno. Nei primi giorni di Aprile la cometa sarà nei pressi della grande galassia di Andromeda, dalla quale disterà soltanto 5 gradi. Un avvicinamento naturalmente prospettico, in quanto i due oggetti sono in realtà separati da un vero e proprio abisso cosmico.
Per gli osservatori occasionali o per chi non avesse la possibilità di osservazione diretta, l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope, tempo permettendo, effettuerà una sessione osservativa in streaming a partire dalle 18:00 (ora italiana). L’astro chiomato ha raggiunto il suo massimo avvicinamento al Sole lo scorso 10 Marzo, quando si è avvicinato a 45 milioni di chilometri dalla superficie della nostra stella. La sua vicinanza al bagliore solare l’ha resa praticamente inosservabile, ecco il motivo per cui nel suo rientro verso il sistema solare esterno la sua visibilità sta migliorando. La cometa, pur perdendo parzialmente la sua luminosità (dovuta alla minore sublimazione del materiale ghiacciato di cui è composta), riuscirà a stagliarsi ad un’altezza sull’orizzonte più consona, risultando quindi più lontana dai bagliori del crepuscolo. Come più volte ribadito, la PANSTARRS è visibile nei pressi dell’orizzonte del cielo occidentale, a patto di avere una visuale priva di qualsiasi ostacolo orografico o artificiale. Secondo i funzionari della NASA la cometa, dopo un viaggio durato milioni di anni per giungere sino al Sistema Solare interno, sarà visibile ad occhio nudo sino alla fine del mese. Ma non ci concederà una seconda possibilità, dal momento che il suo ritorno nei pressi del Sole è previsto tra circa 110 milioni di anni.
La sua origine infatti è la nube di Oort, una regione di spazio ai margini del sistema solare contenente milioni di corpi ghiacciati delle più svariate dimensioni. L’orbita di questi corpi è stabile, perché la radiazione solare è troppo debole per avere un effetto a quelle distanze, ma periodicamente questa viene alterata, determinando il lungo viaggio che porterà questi astri nelle nostre vicinanze. Probabilmente la giornata di stasera rappresenterà per molti osservatori la prima vera serata osservativa di questa vagabonda dello spazio. Molti astrofili l’hanno attesa per ben due anni, da quando ne è stata annunciata la scoperta e la possibilità che avesse un incontro radente con la nostra stella, e non vorranno farsi scappare l’occasione. Non resta quindi che sperare in cieli sereni.
