Come previsto il blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, nella mattinata odierna si è riversato pure sulla Spagna, determinando un brusco calo delle temperature e della quota neve, che stamane è tornata ad imbiancare le colline delle province Basche e le Asturie, con accumuli molto abbondanti sul versante settentrionale dei Pirenei e della Cordigliera Cantabrica. Rovesci di pioggia mista neve, con temperature sui +2°C +3°C, in mattinata hanno interessato i quartieri più elevati di città come Bilbao e San Sebastian, particolarmente esposte alle fredde correnti artiche da Nord e N-NE, che dopo essersi umidificate sulle più miti acque del mare Cantabrico, hanno contribuito ad addossare una fitta nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico) sul versante settentrionale della Cordigliera Cantabrica, dove si sono verificate persistenti nevicate, a tratti anche di moderata o forte intensità. Ora le fredde correnti artiche, giunte al traverso della Francia e sulla Spagna centro-settentrionale, tenderanno a traboccare sul mar Mediterraneo, canalizzandosi attraverso la valle del Rodano, tramite impetuosi e freddi di “mistral” che si apriranno a ventaglio sul golfo del Leone, e in misura minore tramite la porta di Carcassone. Già fra il tardo pomeriggio e la serata odierna i primi refoli freddi, dopo essersi incanalati dentro la valle del Rodano, sfonderanno sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con forti burrasche di “mistral” che tenderanno rapidamente ad espandersi nel corso della nottata al mar di Sardegna e Canale di Sardegna, dove si attiveranno venti molto forti dal quadrante nord-occidentali che potranno assumere rinforzi di tempesta in mare aperto, davanti le coste sarde occidentali.
Dopo aver attraversato l’entroterra della bassa Campania e della Basilicata, indebolendosi a causa del fattore orografico, entro il pomeriggio di domani l’area depressionaria riposizionerà il proprio profondo minimo barico davanti le coste del barese, allontanandosi progressivamente verso il basso Adriatico, con un valore sui 984-985 hpa, in grado di mantenere fino a fine giornata un elevato “gradiente barico” (sinonimo di venti molto burrascosi) fra il mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia. Lo spostamento dell’ampio sistema frontale verso le regioni del centro-sud peninsulare e le coste della Sicilia tirrenica produrrà un veloce peggioramento, condito da piogge diffuse, rovesci e temporali, anche a carattere gradinigeno dietro il fronte freddo, che già dalla mattinata investiranno regioni come la Sardegna, la Campania, la Calabria tirrenica, l’ovest della Basilicata, la Puglia centro-meridionale ed il nord della Sicilia. I fenomeni più intensi si concentreranno in serata/notte proprio fra la Sicilia e la Calabria tirrenica, con rovesci diffusi e fenomeni temporaleschi, accompagnati da forti raffiche di vento da Ovest, specie su trapanese e palermitano, e attività elettrica. Difatti, fra la serata e la nottata successiva le burrasche di vento attive sui Canali delle isole si muoveranno verso la Sicilia, la quale verrà investita da intense raffiche di ponente che supereranno i 70 km/h.
Per quel che concerne la neve c’è da dire che ne cadrà davvero tanta, anche se a quote più elevate, sui monti della Calabria, in particolare fra Sila, Serre e Aspromonte, e su quelli della Sardegna e della Sicilia settentrionale, dove si verificheranno dei rovesci e temporali nevosi fin dai 600-700 metri. Nella giornata di venerdì, pur con l’allontanamento della profonda circolazione depressionaria verso il nord della Grecia e l’allentamento del “gradiente barico orizzontale” che causerà una marcata attenuazione della ventilazione da NO e O-NO, marcate condizioni di instabilità persisteranno sulle regioni meridionali, con precipitazioni a carattere sparso che assumeranno carattere di rovescio fra il nord della Sicilia e la Calabria tirrenica. Proprio su queste regioni affluirà l’aria fredda, artico marittima (traboccata dal Rodano), la quale oltre a far diminuire, in modo marcato, i valori termici contribuirà ad un’ulteriore discesa dello zero termico e della quota neve, in seno all’umido flusso post-frontale, ancora particolarmente instabile fra basso Tirreno e Ionio. Nel corso della giornata dei rovesci di neve, fin dai 500-600 metri, interesseranno i rilievi della Basilicata, Calabria, e a quote un po’ più alte il massiccio dell’Aspromonte e i monti della Sicilia settentrionale, con particolare riguardo per i Nebrodi e i Peloritani che si prepareranno a ricevere l’ultima imbiancata a bassa quota. Solo nel weekend si assisterà ad un progressivo miglioramento che andrà a concretizzarsi nella giornata domenicale, quando il sole e i cieli sereni o poco nuvolosi la faranno da padrone, assieme ad un nuovo marcato aumento dei valori termici.
