
Le calamità naturali costano all’Italia 3,5 miliardi di euro l’anno, secondo le valutazioni dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) e del centro ricerche per l’edilizia e il territorio Cresme. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo 2013 l’Accademia Nazionale dei Lincei organizza a Roma un incontro su “Calamità idrogeologiche, aspetti economici” per valutare l’impatto economico degli eventi disastrosi e per individuare le soluzioni perseguibili per ridurlo. “La premessa da cui muove il Convegno – spiega in un comunicato Giovanni Seminara, professore dell’Accademia – è la consapevolezza che lo sviluppo economico si traduce in una crescita dell’esposizione ai rischi più rapida della riduzione di vulnerabilità e mortalità indotte dal simultaneo miglioramento della capacità di gestione dei rischi”. E per questo “è un fatto ormai riconosciuto che, nei Paesi a reddito elevato, il rischio di danni economici aumenta più rapidamente del Pil pro-capite. I finanziamenti pubblici per il ripristino post-evento e per la mitigazione del rischio idrogeologico, sono perciò cresciuti in modo rilevante negli ultimi anni, ponendo al Paese significativi problemi di sostenibilità economica”. I lavori saranno aperti dal Presidente della Commissione Ambiente dell’Accademia dei Lincei, Michele Caputo; seguiranno le relazioni su invito da parte di esperti provenienti dal mondo Universitario, Enti di ricerca (Cnr, Fondazione Eni), Istituzioni pubbliche (Banca d’Italia, Ministero dell’Ambiente) e Assicurazioni (Ania). Assieme ad un quadro di analisi del problema, si legge, dal convegno emergerà la gamma di soluzioni ingegneristiche, finanziarie, assicurative e culturali che si rendono necessarie.