Con un indice “AO” fortemente negativo ed un vortice polare destabilizzato, suddiviso in più “lobi” principali, anche sull’area euro-atlantica si riscontrano pesanti conseguenze sulla circolazione atmosferica. Difatti, il crollo dell’indice “NAO” (oscillazione nord atlantica), che valuta la differenza di pressione esistente fra la depressione islandese e l’alta pressione delle Azzorre, imprime un rallentamento al flusso zonale, indebolendo sempre più il ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dal continente nord americano. Il rallentamento di questo impone la formazione di grandi ondulazioni troposferiche, meglio note come “onde di Rossby”, che agevolano la costruzione di robusti anticicloni di blocchi, estesi con il proprio asse lungo i meridiani, che si frappongono a complesse circolazioni depressionarie, ben alimentate dalla discesa di ampie avvezioni fredde provenienti dalle latitudini sub-polari. Attualmente, proprio in mezzo all’Atlantico settentrionale, troviamo una grande circolazione ciclonica, con un minimo barico di 972 hpa a ovest dell’Irlanda, che viene costantemente alimentato lungo il bordo occidentale dalla discesa di diversi impulsi di aria molto fredda, d’origine artico marittima, provenienti dallo Stretto di Danimarca e dal mar d’Islanda.
La presenza di questa profonda area depressionaria in pieno oceano, a largo delle Isole Britanniche, rimanendo semi-stazionaria in loco, sta attivando un richiamo di aria molto più mite e umida che dalle medie latitudini atlantiche si dirigono verso il Portogallo, la Spagna e la Francia, favorendo l’ampliamento di una grande onda anticiclonica che si sta dirigendo verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, dove il tempo ha subito un temporaneo miglioramento, a parte un progressivo aumento della copertura nuvolosa fra le coste liguri e la Toscana e l’alto Lazio, a causa dell’attivazione di una più debole ventilazione dai quadranti meridionali. Nella mattinata di domani questo promontorio anticiclonico interciclonico tenderà ad essere ulteriormente alimentato da questa onda anticiclonica, pronta a stabilirsi sul bacino centrale del Mediterraneo, la quale, estendendosi verso nord, riuscirà ad estendersi fin sui Balcani e sulla regione carpatico-danubiana. Nel frattempo, entro la fine del giorno, lungo il bordo più occidentale di questo promontorio anticiclonico mobile, dove si inseriranno le più umide correnti dai quadranti sud-occidentali, si formerà una “Warm Conveyor Belt” di tipo “Forward” che già dalla mattinata di domani avanzerà sul Mediterraneo centro-occidentale, raggiungendo le Alpi occidentali e le regioni di nord-ovest, inclusa la Liguria e l’alta Toscana. Le umide correnti dai quadranti sud-occidentali, inserite dentro l’avvezione calda, determineranno un progressivo incremento della nuvolosità a partire dalla Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Emilia.
Le nubi, già dal pomeriggio/sera, con l’arrivo della “Warm Conveyor Belt”, aumenteranno ulteriormente, fino ad apportare le prime deboli piogge fra Liguria, Piemonte, ovest della Lombardia e Emilia occidentale. Sulle Alpi occidentali invece riprenderà a nevicare, ma solo sopra i 1200-1300 metri di quota. Le nubi, nel corso del pomeriggio, aumenteranno pure sulla Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio. Altrove permarranno ampie porzioni di cielo sereno o poco nuvoloso, anche se dal pomeriggio/sera successiva la tendenza deporrà a favore di un aumento delle nubi alte e stratificate, con velature di passaggio in alta quota. Ma da domenica il tempo tenderà a peggiorare ulteriormente a partire dalle regioni settentrionali e dalla Sardegna. Proprio nella domenica delle palme, la saccatura dipanata dalla profonda depressione atlantica, posizionata in pieno oceano, tenderà ad estendersi verso la Spagna, entrando con il suo asse sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. L’ingresso della saccatura oceanica fino al Mediterraneo centro-occidentale favorirà un sensibile aumento della vorticità positiva, agevolando lo sviluppo di una giovane ciclogenesi sul mar delle Baleari. Lo sviluppo di questa ciclogenesi verrà esacerbato dal notevole inasprimento del “gradiente termico orizzontale” fra le masse d’aria molto miti e umide, provenienti dalle medie latitudini atlantiche, che scorreranno sul Mediterraneo centrale, contro l’aria decisamente più fredda e secca preesistente sulla Mitteleuropa, a nord delle Alpi.
Tale discontinuità termica, ed il contemporaneo aumento del “gradiente barico orizzontale”, ad opera dell’approfondimento della ciclogenesi sulle Baleari, oltre a rafforzare il sistema frontale, contribuirà a determinare intensi venti di caduta, da E-NE, lungo le coste della Venezia Giulia, il golfo di Trieste e l’Istria, dove tornerà di scena la bora. Il “gradiente termico orizzontale” fra Europa centrale e Mediterraneo potrebbe rendere la ventilazione orientale ancora più intensa, con significative raffiche di caduta sull’area triestina e sul vicino confine sloveno. Durante la giornata domenicale il sistema frontale annesso alla ciclogenesi balearica si muoverà verso l’Italia centro-settentrionale, determinando condizioni d’instabilità, con cieli nuvolosi o molto nuvolosi, con associate piogge sparse che diverranno via via più persistenti su quasi tutte le regioni del nord. Sulle Alpi s’intensificheranno le nevicate, mentre la quota neve dalla seconda parte del giorno scenderà progressivamente, attestandosi fino a quote collinari sul Carso e sulle Alpi Dinariche. Un peggioramento, con un aumento della copertura nuvolosa, è atteso pure sulla Sardegna e sulle regioni tirreniche, specie fra Toscana, Umbria e Lazio, dove nel corso della giornata subentreranno delle precipitazioni a carattere sparso, anche a sfogo di rovescio sulla Sardegna. Sulle rimanenti regioni del centro e del meridione si prevede un graduale aumento della nuvolosità, con il passaggio di nubi per lo più medio-alte e stratificate, pronte a velare o coprire la coltre celeste. Fra il pomeriggio e la serata, sui settori ionici di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con l’intensificarsi degli umidi venti di scirocco, cominceranno ad ammassarsi degli addensamenti che potranno dare la stura a locali ed episodici scrosci di pioggia, più probabili lungo il versante orientale di Etna, Peloritani, Aspromonte e Serre.
PREVISIONI
SABATO 23 MARZO 2013
Al mattino avremo ampi spazi soleggiati sulle regioni del nord-est, fra Veneto, Emilia/Romagna, Friuli Venezia Giulia e Alpi orientali, ma da ovest cominceranno ad avanzare i primi cirri e nubi medio-alte che già dalla tarda mattinata inizieranno a sporcare la coltre celeste. Un progressivo incremento della nuvolosità comincerà a concretizzarsi a partire dalla Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Emilia. Sulle Alpi Marittime sopraggiungeranno le prime deboli nevicate sopra i 1300 metri. Delle velature in quota e nubi basse sulle coste già dalla mattinata si faranno si osserveranno fra la Sardegna, la Toscana e l’alto Lazio. Ampi spazi soleggiati persisteranno su buona parte delle regioni centrali e sul meridione. Clima mite e piuttosto soleggiato pure sulla Sicilia.
Dal pomeriggio le nuvole aumenteranno ulteriormente su tutto il nord, fino ad apportare le prime deboli piogge fra Liguria, Piemonte, ovest della Lombardia e Emilia occidentale. Sulle Alpi occidentali invece riprenderà a nevicare, ma solo sopra i 1200-1300 metri di quota. Le nubi, nel corso del pomeriggio, aumenteranno pure sulla Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio. Altrove permarranno ampie porzioni di cielo sereno o poco nuvoloso, anche se dal pomeriggio/sera successiva la tendenza deporrà a favore di un aumento delle nubi alte e stratificate, con velature di passaggio in alta quota, con una prevalenza di cirri e cirrostrati lungo il medio-basso Tirreno. Entro la serata le prime piogge interesseranno la Sardegna, ad iniziare dal settore più occidentale dell’isola.
DOMENICA 24 MARZO 2013
Al mattino si assisterà ad un ulteriormente peggioramento a partire dalle regioni settentrionali e dalla Sardegna. Al nord avremo, fin dal mattino, condizioni d’instabilità, con cieli nuvolosi o molto nuvolosi, cui si assoceranno delle piogge sparse che diverranno via via più persistenti su quasi tutte le regioni, in particolare fra Piemonte, Emilia, Lombardia e Veneto. Sulle Alpi s’intensificheranno le nevicate, con un deciso calo della quota neve. Nel corso della mattinata un aumento della copertura nuvolosa è atteso pure sulla Sardegna e sulle regioni tirreniche, specie fra Toscana, Umbria e Lazio, dove nel corso subentreranno delle precipitazioni a carattere sparso, anche a sfogo di rovescio sulla Sardegna. Sulle rimanenti regioni del centro e del meridione si prevede un graduale aumento della nuvolosità, con il passaggio di nubi per lo più medio-alte e stratificate, pronte a velare o coprire la coltre celeste.
Durante il pomeriggio il maltempo tenderà ad inasprirsi su quasi tutto il nord, con piogge e qualche debole rovescio tra Piemonte, Emilia, Lombardia, Veneto, con un ulteriore coinvolgimento pure della Romagna e del Friuli Venezia Giulia. Sulle Alpi la quota neve scenderà progressivamente, attestandosi fino a quote collinari sul Carso e sulle Alpi Dinariche. Le nubi tenderanno a farsi sempre più compatte anche sulle regioni centrali e lungo le coste del medio-alto Adriatico. Cieli in genere nuvolosi o molto nuvolosi fra Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, dove in giornata arriveranno delle piogge a carattere sparso. Sulle regioni del sud si prefigura un graduale aumento della nuvolosità, con il passaggio di nubi per lo più medio-alte e stratificate, pronte a velare o coprire la coltre celeste. Fra il pomeriggio e la serata, sui settori ionici di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con l’intensificarsi degli umidi venti di scirocco, cominceranno ad ammassarsi degli addensamenti che potranno dare la stura a locali ed episodici scrosci di pioggia, più probabili lungo il versante orientale di Etna, Peloritani, Aspromonte e Serre.
TEMPERATURE
Domenica sono attese in sensibile aumento all’estremo sud e sulla Sicilia, dove localmente si supereranno i +22°C +23°C, anche per effetto del rinforzo dei tiepidi venti di scirocco che interesseranno le aree costiere sotto forma di tesi venti di caduta (favonio). In diminuzione sul nord ed in particolare fra la Venezia Giulia ed il Friuli, con l’irrompere di sostenuti e più freddi venti di bora che valicheranno l’altopiano del Carso.
VENTI
Domani cominceranno a disporsi dai quadranti meridionali, spirando generalmente tra il debole ed il moderato. Da domenica la ventilazione nei bassi strati tenderà ad aumentare su quasi tutti i bacini, causa lo sviluppo di una nuova ciclogenesi sul mar delle Baleari. La diminuzione della pressione barometrica attiverà moderati, a tratti anche sostenuti, venti di scirocco che interesseranno il medio-basso Tirreno, l’Adriatico e lo Ionio, con locali rinforzi a largo su quest’ultimo. Fra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio di domenica, l’infittimento del “gradiente barico orizzontale” e del “gradiente termico orizzontale” fra Europa centrale e Mediterraneo centrale (con le Alpi da spartiacque), ad opera dell’approfondimento della ciclogenesi sulle Baleari, contribuirà a determinare intensi venti di caduta, da E-NE, lungo le coste della Venezia Giulia, il golfo di Trieste e l’Istria, dove tornerà di scena la bora. Fra il golfo di Trieste e l’Istria le raffiche di bora, in serata, potranno raggiungere punte di oltre i 70-80 km/h.
MARI
Domani si presenteranno da poco mossi a mossi, con moto ondoso in graduale aumento sui mari che circondano la Sardegna, Canale di Sicilia e medio-alto Tirreno. Domenica il moto ondoso aumenterà su quasi tutti i bacini, in particolare fra Canale di Sicilia, medio-basso Tirreno, Adriatico centro-meridionale e dal pomeriggio pure sullo Ionio. Tali bacini si dimostreranno da mossi a molto mossi a largo, con la formazione di onde, di “mare vivo”, alte più di 1.5-2.0 metri in mare aperto. In serata sullo Ionio settentrionale si potranno sviluppare onde alte più di 2.0 metri.
TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA
Stando a quanto recentemente prefigurato dai modelli la settimana Santa inizierà all’insegna di condizioni fortemente instabili, a tratti anche perturbate, visto il deciso afflusso di masse d’aria più fredde che tenderanno a contrastare con l’aria più umida e temperata preesistente, favorendo lo sviluppo di annuvolamenti che daranno luogo a frequenti precipitazioni, specialmente sulle regioni meridionali, dove non mancheranno dei rovesci e dei fenomeni temporaleschi, a tratti anche intensi. Nel corso della settimana l’afflusso di masse d’aria decisamente più fredde, dalle alte latitudini, dovrebbe provocare un progressivo calo delle temperature e della quota neve su gran parte delle nostre regioni.
