Nel caso ci fosse un’epidemia con il nuovo coronavirus, piu’ pericoloso della Sars a detta degli scienziati dell’universita’ di Hong Kong, l’Italia si sta gia’ attrezzando. Presso l’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss) sono stati infatti messi a punto i reagenti per la diagnosi, nel caso ce ne fosse bisogno. ”Nei nostri laboratori – spiega Gianni Rezza, epidemiologo dell’Iss – abbiamo messo a punto il metodo diagnostico e sviluppato i reagenti, nel caso, non augurabile, ci fosse un’epidemia con questo virus. In quest’eventualita’, potremmo scambiarci informazioni e materiali anche i laboratori tedeschi e inglesi”. Attualmente, quello che si sa di questo coronavirus, che ha contagiato 17 persone nel mondo, secondo le cifre dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), ”e’ che ha come probabile ospite naturale il pipistrello – continua Rezza – che e’ stato trasmesso all’uomo, e che vi sono stati casi anche nella stessa famiglia. E’ dunque trasmissibile, anche se cio’ e’ avvenuto finora in modo limitato. In circa un anno infatti i casi sono stati una quindicina circa”. Quanto al timore di una possibile mutazione che lo renda piu’ contagioso, Rezza chiarisce che ”non e’ cosi’ facile che un virus muti. E poi non e’ detto che con un aumento della trasmissibilita’ non si abbia una riduzione della sua virulenza. Attualmente – conclude – non c’e’ un vero allarme, ma il livello di attenzione e’ molto alto”.
“Nuova Sars”, 11 morti in Medio Oriente: virus molto pericoloso, anche l’Italia si prepara
