Oltre alle abbondanti nevicate gli USA devono affrontare le inondazioni sulle coste del New England: maggiormente colpiti il Massachusetts e New Jersey

L’intensa ondata di maltempo, che per l’ennesima volta ha investito il Middle-West, dispensando pesanti nevicate, con accumuli superiori ai 30-40 cm, si è appena conclusa. Le abbondanti nevicate hanno interessato la maggior parte degli stati contigui, fra il North Dakota e la Virginia, con apporti localmente davvero consistenti, in particolare nelle città a ridosso dell’area dei Grandi Laghi, dove si è attivato pure il cosiddetto “lake effect” che ha contribuito ad esaltare le precipitazioni, rendendole più abbondanti e persistenti. A Chicago sono caduti circa 20 cm di neve fresca che hanno ammantato di bianco l’intera metropoli, con accumuli localmente superiori in periferia. Gli apporti nivometrici più importanti si sono registrati tra i monti Appalachi e il West Virginia, dove il manto bianco ha sfiorato il mezzo metro di spessore. Sul resto degli States nord-orientali le nevicate, pur divenendo persistenti, non hanno creato tantissimi disagi. Su Washington D.C. la precipitazione nevosa è risultata meno consistente del previsto, secondo le previsioni elaborate nei giorni scorsi dai principali centri di calcolo.

Solo i sobborghi più occidentali di Washington, a soli venti chilometri dalla città, hanno ricevuto degli accumuli un po’ più consistenti, che hanno imbiancato per bene il terreno. Più che per le nevicate i danni maggiori sono stati apportati dai forti venti di burrasca, ma soprattutto dalle mareggiate che hanno spazzato con grande impeto le coste del New England, dove l’intensa ventilazione da E-NE e NE, attiva sul bordo nord-occidentale della profonda circolazione ciclonica (extratropicale) che dal Middle-West si è gradualmente spostata verso la costa atlantica. I venti burrascosi e le mareggiate annesse a questi hanno flagellato le coste della Virginia, Maryland, Delaware, New Jersey e New York, causando inondazioni di moderata intensità sulle spiagge e aree costiere già battute dal ciclone “Sandy” nel mese di Ottobre. Come fu per “Sandy”, anche in questo caso le inondazioni sono state, in larga parte, indotte dall’alta marea che si è sommata all’intenso moto ondoso sollevato dai venti burrascosi messi in moto dal consistente “gradiente barico orizzontale”, attestato al traverso delle coste del New England. .

Le strade di Sea Bright e Highlands, nel New Jersey, nella giornata di ieri sono state allagate dalle acque dell’Atlantico, durante il picco dell’alta marea. La spinta dei forti venti e dell’intenso moto ondoso ha contribuito a spingere l’acqua verso l’entroterra, favorendo le inondazioni. Anche la costa nei pressi di Delaware Lewes è stata pesantemente colpita dal fenomeno dell’acqua alta, prodotto dalla sovrapposizione dell’alta marea ai venti di burrasca e alla mareggiata. L’onda di marea cosi formata, sormontata da onde di “mare vivo” alte più di 3-4 metri, ha causato una grave erosione e sfondato la barriera di dune inondando la strada costiera, Route 1, tra Dewey Beach e Bethany Beach. Durante le bufere di vento, piuttosto intense, sono state misurate raffiche di vento con picchi di ben 109-110 km/h a Hyannis e Harwichport, in Massachusetts. Intanto, mentre il vortice depressionario si sposta verso l’Atlantico, fra oggi e la mattinata di domani ampie porzioni della costa orientale del Massachusetts potranno essere interessate da locali allagamenti, a conclusione dei ciclo di alta marea. Le inondazioni più consistenti si dovrebbero vedere tra Sandwich Harbor e Nantucket Island.