La marmotta Phil, quest’anno, ha sbagliato le previsioni del tempo per gli Stati Uniti d’America: per chi non la conosce ancora, ricordiamo che si tratta di un animale-prodigio che ogni anno dal cuore della Pennsylvania rende nota l’evoluzione climatica per i mesi successivi. Il 2 febbraio di ogni anno la marmotta di Punxsutawney stabilisce che tempo farà nei successivi due mesi. Il rituale del Giorno della marmotta si ripete in America dal 1887. In base alla tradizione infatti se Phil, svegliato dal suo letargo, esce dalla tana, si spaventa vedendo la sua ombra proiettata sul terreno e torna a dormire, seguiranno ancora 60 giorni di inverno. Stavolta il roditore non aveva visto ombre, lasciando pensare a un arrivo precoce del caldo primaverile, ma siamo a fine marzo e gran parte degli Usa sono ancora sotto le tormente di neve, al gelo (basti guardare cos’è successo ieri sera a Denver, qui foto e video). E allora l’attenzione del Paese è piombata sul piccolo roditore: arrabbiati per le bizze del tempo, gli americani che hanno tanta voglia di sole e caldo dopo una lunga e rigida stagione invernale (basti pensare alla tempesta Nemo con blizzard molto violenti sul nord/est del Paese) si stanno sfogando con la marmotta Phil e addirittura c’è qualcuno che chiede la “pena di morte“. La protesta monta sui social newtork, twitter e facebook sono pieni di ingiurie e offese nei confronti dell’animaletto indifeso intorno alla cui tana (un tronco cavo chiamato Gobbler’s Knob) la polizia s’è dovuta mobilitare al punto da sorvegliarla 24 ore su 24! Phil avrebbe “fatto credere di proposito alla gente che la primavera fosse precoce“, ha scritto in una “dichiarazione ufficiale” il procuratore della contea di Butler, Mike Gmoser. Questa previsione errata è un crimine “contro la pace e la dignità dell’Ohio“. Una provocazione ironica, ma se a sbagliare fosse stato un meteorologo vero? Quest’episodio dovrebbe farci riflettere sulla reale capacità della scienza meteorologica di prevedere il tempo che fa, soprattutto a lungo termine, e sulla percezione che l’opinione pubblica ha delle previsioni meteo, considerandole “certezze” al punto da accusare gli esperti a cui capita di sbagliare. Ma la meteorologia non è una scienza esatta e le “previsioni“, come da significato della parola stessa, sono previsioni e non certezze garantite per legge. E’ un po come le quote delle partite di calcio: la Juventus contro il Pescara sarà quotata a 1.10 e molto probabilmente vincerà, ma il pallone è rotondo e può succedere che l’ultima in classifica batta la prima. Anche la Terra è rotonda, e può succedere che nevichi al posto del sole. Con buona pace di tutti.