MeteoWeb»News Meteo»Tanta neve fresca in arrivo sulle Alpi, si attiva il “Foehn” sulla Svizzera: graduale miglioramento e rialzo termico a metà settimana
Tanta neve fresca in arrivo sulle Alpi, si attiva il “Foehn” sulla Svizzera: graduale miglioramento e rialzo termico a metà settimana
Come abbondantemente previsto nelle previsioni per il weekend sulle regioni settentrionali è già iniziato il nuovo peggioramento, piuttosto veloce, causa l’irrompere dalla Francia di un nuovo sistema frontale, associato ad una circolazione depressionaria che tenderà ad approfondirsi fra il mar d’Irlanda e il nord dell’Inghilterra (minimo pronto a scendere sotto i 988-987 hpa), a seguito della discesa, lungo il lato orientale del blocco anticiclonico centrato in pieno oceano, di un nuovo nucleo di aria artico marittima proveniente dalle coste nord-orientali della Groenlandia. Tale ciclogenesi verrà ulteriormente rivitalizzata dalla discesa del ramo principale del “getto polare” che presenta una marcata componente meridiana, con direttrice Nord-Sud nel tratto di oceano a ridosso dell’Irlanda, imprimendogli un consistente “forcing” (avvezione di vorticità positiva) alle quote superiori della troposfera che farà approfondire la circolazione ciclonica sull’Inghilterra settentrionale. Il ramo caldo di questo sistema frontale oceanico, già dalla prima mattinata odierna, si è allungato verso le Alpi occidentali e le regioni di nord-ovest, comportando un rapido aumento della nuvolosità e l’avvento delle prime precipitazioni, incentivate dal richiamo di umidi e più tiepidi venti dai quadranti meridionali che a causa del calo barico cominceranno ad intensificarsi fra medio-alto Tirreno e medio-alto Adriatico, arrivando a lambire la soglia d‘attenzione. Dal pomeriggio, con l’intensificazione delle precipitazioni su Liguria, Piemonte e ovest della Lombardia, si verificheranno pure le prime nevicate fino a quote collinari fra Piemonte e Appennino Ligure.
Abbondanti nevicate sono attese sulle Alpi
Lo scorrimento di aria più mite e umida in quota dai quadranti meridionali, al di sopra dello strato di aria fredda e più pesante appena depositato sulla pianura Padana, genererà delle nubi avvettive pronte ad ammassarsi al versante meridionale delle Alpi dando luogo a precipitazioni di debole e moderata intensità che favoriranno un ulteriore discesa dello zero termico e della quota neve.In realtà già sul Piemonte nevica fino al piano, come su Torino ed in altri centri piemontesi, anche se si tratta di fiocchi molto bagnati, misti a pioggia. Date le temperature di poco positive, con valori di appena +1°C +2°C, non riescono ad attecchire al suolo. In realtà le nevicate veramente abbondanti interesseranno l’area alpina e prealpina fin dai fondovalle, dove attendiamo dei depositi rilevanti, specie lungo i versanti più meridionali, meglio esposti all’umido flusso sciroccale che risale dall’entroterra nord-africano, addensano una fitta nuvolosità medio-bassa sui settori meridionali delle Alpi. Difatti le Alpi italiane stavolta, soprattutto i rilievi dell’alto Piemonte e le Orobie, faranno il pieno di neve, mentre i versanti esteri, specie fra Svizzera e Austria, rimanendo sottovento, verranno interessati dalla discesa di più secche e tiepide correnti di natura “favonica”, pronte ad imprimere anche un consistente aumento dei valori termici, data la “compressione adiabatica”. In questo caso la condensazione del vapore acqueo contenuto in seno all’umido e mite flusso sciroccale produrrà delle precipitazioni, anche abbondanti, sul versante di sopravento (quello italiano), in gran parte nevose.
Difatti, il calore latente liberato dalla condensazione fa raffreddare più lentamente la massa d’aria durante la fase di risalitasi del lato sopravento. Una volta raggiunti i crinali delle Alpi le masse d’aria sono costrette a scendere sul versante di sottovento (quello svizzero, bavarese e austriaco). Durante la discesa l’aria tende a scaldarsi e a deumidificarsi a causa della “compressione adiabatica“, diventando piuttosto calda e secca una volta raggiunto il fondovalle o la pianura sottostante, dove i moti discendenti rendono i cieli generalmente sereni o poco nuvolosi, inibendo lo sviluppo di nubi o nebbie nei bassi strati. Ciò imporrà anche un repentino aumento delle temperature, oltre che il calo dei valori dell’umidità relativa. Nella giornata di domani le intense correnti di scirocco e ostro, che risaliranno l’intera penisola, sfondando soprattutto dall’Adriatico (a Venezia tornerà l’acqua alta), andranno ad erodere il “cuscino freddo” isolato sulla pianura Padana occidentale, favorendo un netto rialzo della quota neve che tenderà a concretizzarsi soprattutto dalla seconda parte di giornata, quando le nevicate si attesteranno a quote veramente alte, sopra i 1000-1200 metri.
Solo fra il basso Piemonte ed il cuneese resisteranno precipitazioni moderate, a tratti anche intense, che potranno risultare nevose fino a bassa quota sul versante padano dell’Appennino Ligure. Per un definitivo miglioramento bisognerà pazientare fino alla giornata di martedì, allorquando l’intenso sistema frontale atlantico e l’annesso minimo barico nei bassi strati si spingeranno verso l’Austria e l’Europa centro-orientale, favorendo l‘avvento di ampie schiarite che avanzeranno da ovest verso est. Solo sulle regioni tirreniche, specie fra Toscana, Umbria e Lazio, l’umida ventilazione occidentale che seguirà il passaggio del sistema frontale, ammasserà un po’ di nuvole, capaci di apportare residue precipitazioni a carattere sparso. Sulle regioni meridionali e sulle due isole maggiori le condizioni meteorologiche, pur con qualche locale incertezza derivata dal transito di passaggi nuvolosi innocui, volgeranno gradualmente al bello. Fra giovedì e venerdì sembra consolidarsi l’ipotesi di un promontorio anticiclonico pronto a stabilizzarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, riportando condizioni di tempo più stabile e soleggiato su gran parte del territorio nazionale. Il prolungato soleggiamento diurno dovrebbe consentire un sensibile aumento dei valori termici su tutte le regioni.