
Un atteggiamento culturale che fa sì che il cibo per animali prima di tutto debba piacere al padrone, a cominciare dalla confezione, praticamente identica a quella usata per il cibo umano, al colore ed all’aspetto dell’alimento, incluso l’odore che deve essere ‘buono’, secondo i parametri umani, naturalmente. Ed è così che il cibo per gli animali domestici, stiamo parlando in primo luogo di cani e gatti, secondo uno studio dell’Università dell’Illinois condotto da Kelly Swanson, ricercatrice di Scienze Animali in collaborazione con la Nutro Company, è diventato praticamente simile a quello per gli umani. Si producono per l’alimentazione animale cibi ricchi di proteine, poveri di grassi, nutrienti e addirittura coloranti: una serie completa di ingredienti in concorrenza diretta con quelli necessari all’alimentazione umana e che per questo motivo proprio all’alimentazione umana vengono sottratti. Secondo lo studio è arrivata l’ora di sostituire gli ingredienti attuali con nutrienti specifici la cui composizione base preveda l’uso di proteine vegetali e non animali. I felini non si autoregolano e sono attratti maggiormente da cibi con alto contenuto di grassi e proteine, da qui il problema dell’obesità dei gatti domestici (ma anche i cani non ne sono immuni) che mangiano più di quanto dovrebbero cibi con contenuti proteici enormemente superiori alle loro capacità di smaltimento. L’umanità ricca ha nell’obesità una delle sue principali cause di danni alla salute, cani e gatti non sono da meno.