Un nuovo studio appena pubblicato sul Journal of Marine Biology getta nuova luce sulla presenza relativamente rara ma registrata occasionalmente degli squali bianchi nelle acque che circondano le isole Hawaii e suggerisce un inedito metodo per distinguere gli squali bianchi dai parenti molto stretti come, ad esempio, gli squali mako (Isurus oxyrinchus). Il report “Occurrence of White Sharks in Hawaiian Waters” è stato elaborato da Kevin Weng dell’Università delle Hawaii e Randy Honebrink dell’Hawaii Aquatic Resource. Studi di localizzazione satellitare hanno già dimostrato che i grandi squali bianchi (Carcharodon carcharias) rilevati nell’area sono migranti provenienti dalla California e dal Messico. Una percentuale relativamente piccola di questi squali migra fino alle Hawaii ed è per questo che gli avvistamenti sono rari. “Questa ricerca è importante perchè fornisce una migliore comprensione della biologia e del comportamento degli squali bianchi alle Hawaii, il che è molto utile ai fini della gestione” ha spiegato Weng. “Dai nostri risultati è emerso che gli squali bianchi bazzicano l’area molto più spesso di quanto sinora ipotizzato e testimoniato dagli avvistamenti: abbiamo registrato la presenza dei maschi da dicembre a giugno mentre le femmine sono state rilevate durante tutto l’anno“.
L’indagine ha anche esposto una semplice strategia utilizzabile dai ricercatori per non confondere lo squalo bianco con lo squalo mako: guardare le dimensioni e la forma della testa. Lo squalo mako ha infatti la forma della testa piu’ appuntita di quella dello squalo bianco.
