Le piogge torrenziali cadute nelle ultime 48 ore su Buenos Aires e la provincia che circonda la megalopoli argentina hanno causato la morte di almeno 46 persone e danni materiali ancora incalcolabili, mentre le previsioni meteo parlano di nuove precipitazioni e centinaia di migliaia di cittadini sono senza luce o gas. Ieri la pioggia ha colpito diverse zone nell’area urbana di Buenos Aires, sopratutto nel nord e l’ovest della citta’, causando la morte di 6 persone.
Qualche ora dopo, durante la notte, la violenta tempesta si e’ spostata verso sudest, e ha raggiunto il massimo della sua intensita’ su La Plata, la capitale della provincia di Buenos Aires, a circa 60 km di distanza. Daniel Scioli, governatore della provincia, ha parlato di ”una tragedia senza precedenti”, sottolineando che in poco piu’ di due ore sono caduti su La Plata 400 millimetri di pioggia. I canali all news della televisione locale trasmettono da ore immagini drammatiche: strade inondate, veicoli trascinati dalle onde, case e negozi distrutti e abitanti delle zone piu’ colpite che tentano di trarre in salvo le poche cose che sono riusciti a recuperare dalle loro case.
Almeno 20mila persone sono state evacuate dalla zona urbana di La Plata, chiuse scuole e uffici pubblici, decine di migliaia di persone sono senza luce o gas – le aziende erogatrici hanno sospeso il rifornimento, per evitare incidenti – e migliaia sono di fatto isolati. Sui social network si moltiplicano in queste ore le richieste di informazioni su persone di cui non si e’ saputo piu’ nulla. Mentre sono ancora in corso le operazioni di soccorso, l’impatto della tragedia comincia a farsi sentire sul fronte della politica. Il sindaco della capitale Mauricio Macri (di centrodestra), si e’ difeso oggi dalle accuse di passivita’ ed incompetenza lanciategli fin da ieri da dirigenti del governo nazionale peronista. Se Macri e’ un avversario esterno del governo della presidente Cristina Fernandez de Kirchner – la quale non si e’ ancora pronunciata sulla catastrofe – Scioli e’ invece considerato come il suo principale rivale dentro al peronismo.

