
La cometa ISON, ufficialmente designata come C/2012 S1 (ISON) e scoperta nel Settembre 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok, continua il suo lungo viaggio verso il sistema solare interno, nel quale entrerà nel prossimo autunno. L’astro chiomato sta facendo parlare di sé dal momento della sua scoperta, in quanto potrebbe divenire una delle comete più brillanti mai osservate dall’umanità, tanto da brillare come la Luna piena e rendersi visibile in pieno giorno. Il 10 Aprile scorso, il celebre telescopio spaziale Hubble della NASA, due settimane prima del suo 23° anniversario, ha rivolto il suo sguardo verso il corpo celeste, catturando eccezionali fotografie quando ISON si trovava nei pressi di Giove. Al momento questo corpo errante dello spazio si trova a circa 621 milioni di chilometri dal Sole e a 634 milioni di chilometri dalla Terra, e le nuove immagini stanno aiutando gli astronomi a svelare tutti i segreti della cometa di Natale 2013. Hubble ha mostrato che la cometa è già molto attiva nonostante la distanza notevole dalla nostra stella. Mostra una coda di materiale ghiacciato di circa 92.000 chilometri e un flusso di detriti polverosi di circa 3700 chilometri. Eppure il nucleo cometario è sorprendentemente piccolo, non più grande di 4,8-6,5 chilometri di diametro.
Questo piccolo nucleo rende la previsione del suo passaggio radente particolarmente difficile; l’astro transiterà infatti, a soli 1,2 milioni di chilometri dalla superficie infuocata della nostra stella il prossimo 28 Novembre. Minore sarà la distanza del corpo celeste dal Sole, più alte saranno le temperature a cui sarà sottoposta, e trattandosi di un oggetto ghiacciato proveniente dalla gelida nube di Oort, un’area all’estremità del sistema solare dove risiedono corpi rocciosi ghiacciati, il nucleo della cometa perderà per sublimazione gran parte del materiale ghiacciato più esterno di cui è composta. Pertanto, è difficile intuire se la ISON sopravviverà a questo passaggio radente o si disgregherà seguendo le tracce della Kohoutek, un’altra potenziale “cometa del secolo”, che nel 1973 lasciò l’amaro in bocca a chiunque attendesse un evento epocale. Tanto da sottovalutare la successiva e spettacolare cometa West per timore di divulgare previsioni errate. “ISON transiterà per la sua prima volta nei pressi del Sole e fornirà un’opportunità unica agli scienziati per studiare una cometa ancora “intatta” dopo la formazione del sistema solare”, sostiene in una dichiarazione Jian-Yang Li del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona. “L’altà luminosità prevista – continua il ricercatore che ha guidato il team – permetterà delle misure importanti, impossibili per altri tipi di comete”. La NASA ha organizzato una campagna osservativa al fine di coordinare gli sforzi attraverso le strumentazioni terrestri e spaziali di cui disponiamo. Hubble, naturalmente, rappresenterà uno degli strumenti di punta.