In un periodo in cui il tema dell’energia nucleare fa pensare piu’ a catastrofi come Fukushima o problemi come le scorie radioattive, uno studio della Nasa mette sull’altro piatto della bilancia le vite ‘salvate’ di due milioni di persone. Sarebbe questo infatti – secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Environmental science and technology e firmata anche da James Hansen, uno dei pionieri della climatologia tanto da meritarsi il titolo di ‘nonno del riscaldamento globale’ – il numero di morti per inquinamento evitate grazie all’atomo, che ha anche permesso la non immissione in atmosfera di miliardi di tonnellate di CO2.

”Abbiamo calcolato che l’energia nucleare ha prevenuto 1,84 milioni di morti per l’inquinamento – scrivono gli autori – e l’emissione di 64 miliardi di tonnellate di CO2. Entro meta’ del secolo, l’atomo potra’ prevenire tra 420mila e 7 milioni di altre vittime, e tra 80 e 240 miliardi di tonnellate di CO2, a seconda di quale combustibile fossile sostituira”’. Il bilancio, spiegano gli autori, e’ totalmente a favore del nucleare anche rispetto ad un uso massiccio del gas naturale, considerato il meno inquinante tra i combustibili fossili. Secondo i calcoli dello studio, a causa dell’atomo nel periodo considerato sono morte circa 5mila persone, tra vittime di incidenti e di tumori provocati dalle radiazioni. Lo studio sara’ verosimilmente l’ultimo pubblicato da Hansen come direttore del centro della Nasa. Lo scienziato a 72 anni ha deciso infatti di abbandonare l’istituto da lui diretto per dedicarsi ancora piu’ attivamente alle battaglie sui cambiamenti climatici: ”E’ stato un grande onore lavorare per la Nasa – scrive sul sito del Goddard – e ora sono impaziente di dedicarmi a tempo pieno ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze sulle politiche”.
Esperti Nasa: “l’energia nucleare sta salvando la salute del pianeta e milioni di vite umane”
