Esso è generato da una rapida caduta di pressione su un’area geografica piuttosto vasta, a seguito del passaggio ravvicinato di un profondo ciclone. Rispetto al comune vento di “gradiente” il vento “Isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa. Di solito il vento “Isallobarico” è associato alle potenti tempeste che si formano in mezzo all’oceano (sia sull’Atlantico che sul Pacifico) e che seguono il passaggio dei grandi cicloni extratropicali, note anche come “depressioni-uragano”, con minimo barici al suolo pronti a scendere sotto i 950-940 hpa. Le mappe a 300 hpa e 500 hpa mettono in evidenza una netta intensificazione dell’avvezione di vorticità positiva, fra la penisola di Corea ed il mar del Giappone, indotta dal passaggio di un “Jet Streak” (massimi di velocità del “Jet Stream”) che dalla Cina centrale si protende verso il mar Cinese Oriente e il mar Giallo, scorrendo lungo il bordo più meridionale della struttura ciclonica. Il fortissimo “getto” in alta quota, con velocità di oltre i 200-220 km/h, scorrendo a sud del vortice depressionario, riuscirà a bordarlo e ad imprimergli una notevole vorticità, favorendo un rapido approfondimento della struttura vorticosa, che riuscirà ad assumere un grande sviluppo.

Già dalla prossima nottata, con il veloce approfondimento del minimo barico sul mar del Giappone, sotto i 980 hpa, le prime bufere di vento da O-NO e NO, cominceranno a spazzare il settore più settentrionale del mar Giallo, la Corea del Sud ed il settore meridionale del mar del Giappone, con venti a tratti davvero furiosi, che supereranno la soglia degli 80-90 km/h, ma picchi di oltre i 100-120 km/h si raggiungeranno nel tratto di mare compreso fra la Corea del Sud e le coste occidentali della parte meridionale di Honshù. Proprio in questo tratto, l’attivazione della componente “Isallobarica” potrà generare autentici fortunali che entro la giornata di domani, dal mar del Giappone si propagheranno molto rapidamente alle coste occidentali di Honshù, in particolare l’area fra la penisola di Noto e la penisola di Oga, dove i forti venti da Ovest e O-NO potranno agevolmente superare i 90-100 km/h, creando non pochi disagi ai trasporti marittimi ed aeroportuali. La forte ventilazione dai quadranti occidentali solleverà anche un imponente moto ondoso sul mar del Giappone, favorendo la formazione di onde di “mare vivo” ben formate, alte più di 5-6 metri, che causeranno intense mareggiate sulle coste occidentali di Honshù, in particolare fra la penisola di Noto e quella di Oga, particolarmente esposto. Tali condizioni proibitive ostacoleranno le manovre dei mezzi navali militari di Stati Uniti e Corea del Sud, a seguito della recente crisi scaturita dalle minacce nord-coreane di un imminente attacco missilistico verso le basi USA nel Pacifico (Guam). Nel corso della giornata di domani, il profondo ciclone extratropicale si avvicinerà alle coste meridionali di Hokkaido, pilotando su Honshù una forte ventilazione occidentale che scavalcherà velocemente le Alpi Giapponesi e i rilievi della Catena Centrale (nella parte centrale dell’isola) per ributtarsi tramite fortissime raffiche di caduta sulle coste orientali (dove agirà l”ombra pluviometrica”), dall’area di Tokyo fino a Fukushima e Sendai, dove le folate di vento, in discesa dalle vallate interne, raggiungeranno velocità notevoli, con picchi di oltre i 90-100 km/h, localmente anche più.
La capitale Tokyo domani mattina verrà colpita da forti raffiche, dapprima da O-SO in rotazione più da Ovest e O-NO, che supereranno i 60-70 km/h, con punte di oltre gli 80-90 km/h. Ma le raffiche più violente, ad oltre i 100-120 km/h, si dovrebbero registrare sul settore settentrionale di Honshù, nell’area fra Fukushima e Sendai e lungo lo Stretto di Tsugaru (dove i venti da Ovest tendono ad incanalarsi), che separa Honshù dall’isola di Hokkaido. Ma il fittissimo “gradiente barico orizzontale” che si verrà a determinare fra le coste dell’estremo oriente russo ed il Giappone attiverà venti molto forti, stavolta dai quadranti orientali, anche fra l’isola di Hokkaido, le isole Curili e l’isola più grande di Sahalin, che per oltre 24 ore faranno i conti con freddi venti burrascosi, in genere da E-NE, che produrranno anche delle mareggiate, con onde di oltre i 5-6 metri pronte ad abbattersi sulle coste orientale delle Curili. Solo nella giornata di lunedì l’ampio vortice ciclonico comincerà ad indebolirsi, allontanandosi a nord, su acque più fredde, a ridosso dell’isola di Sahalin, poco a largo delle coste montagnose della Russia asiatica. Ciò causerà un progressivo allentamento del “gradiente barico orizzontale”, con una notevole attenuazione della ventilazione occidentale sugli arcipelaghi giapponesi, dove comunque si verificheranno delle precipitazioni sparse sulla parte ovest di Honshù e Hokkaido, e dei venti orientali fra le isole Curili e la parte più meridionale del mare di Ohotsk.
