
Poco più di 43 anni fa, alle 21:13 dell’11 Aprile 1970 da Cape Canaveral, partì la missione Apollo 13, che doveva rappresentare la terza impresa di sbarco sulla Luna. Venne designato comandante dell’Apollo 13 James Lovell in sostituzione dell’astronauta Alan Shepard nominato in un primo momento, a causa di un’infezione all’apparato uditivo. Pilota del modulo di comando fu nominato, in un primo momento, Ken Mattingly, mentre l’incarico di pilota del modulo lunare venne conferito a Fred Haise. Entrambi gli astronauti facevano parte del quinto gruppo scelto dalla NASAe tale incarico significò per entrambi la possibilità del primo volo nello spazio di astronauti di questo gruppo. A circa 55 ore dalla partenza, quando la navicella era sulla buona strada per conquistare la Luna, un serbatoio di ossigeno esplose, compromettendo la missione e mettendo in serio pericolo la vita dell’equipaggio.
A seguito di questo incidente venne trasmesso il celebre messaggio radiofonico “Houston, we’ve had a problem here…”, modificato nel tempo in “Houston, we have a problem…”, che ha reso celebre l’intera missione negli anni a venire. Dopo il mancato allunaggio, il rientro sulla Terra divenne difficoltoso, mentre il mondo seguiva con apprensione l’avvicendarsi dell’evento. Fortunatamente l’incidente si verificò nella fase iniziale della missione, permettendo agli ingegneri responsabili di escogitare varie strategie successive. La missione, dopo aver attuato una virata della navicella spaziale e dopo ulteriori fasi di protocollo, si concluse nel migliore di modi proprio il 17 Aprile 1970, esattamente 43 anni fa. L’equipaggio dell’Apollo 13 ammarò sano e salvo nelle acque dell’Oceano Pacifico, mentre il mondo tirò un sospiro di sollievo. A distanza di oltre 40 anni non possono essere dimenticati gli sforzi accumulati per permettere all’equipaggio di tornare sano e salvo. Il pensiero principale, tuttavia, va agli astronauti di altre missioni che non ce l’hanno fatta. I loro sforzi hanno contribuito a migliorare le conoscenze e l’esperienza spaziale di cui oggi dispone la NASA. Se l’uomo un giorno riuscirà ad esplorare le immensità dello spazio, il merito andrà anche a questi valorosi uomini.
