
Tipicamente di origine atlantica, il “detached warm front” può interessare anche l’area mediterranea e i paesi dell’Europa meridionale e orientale. Per individuarlo occorre analizzare per bene le mappe sinottiche dell’area euro-atlantica. Generalmente si dispone lungo le isoipse e si muove lungo il flusso periferico della circolazione anticiclonica che precede il fronte caldo annesso ad un sistema frontale. Inserendosi all’interno di un ambiente con avvezione di vorticità negativa esso tenderà a dissolversi. Nelle mappe che rilevano i valori di geopotenziale a 500 hpa il “detached warm front” è localizzabile sul bordo orientale della circolazione anticiclonica periferica. Si riscontra la presenza di moti verticali ascendenti fra il debole ed il moderato. Più difficile osservarlo mediante l’impiego delle immagini satellitari. Solo attraverso le immagini del vapore acqueo e all’infrarosso è riscontrabile una nuvolosità con la preponderante presenza di ghiaccio nello strato nuvoloso. Come abbiamo avuto modo di spiegare sopra il “detached warm front” non produce precipitazioni organizzate o degne di nota, ma rappresenta un elemento che anticipa un peggioramento.
Solo nei casi in cui vi sia l’interazione con una catena montuosa si possono verificare delle precipitazioni. Spesso, il transito di un “detached warm front” a ridosso delle Alpi, provoca una graduale intensificazione delle precipitazioni per “stau” nella parte sopravvento e un effetto “Foehn” di risposta nella parte sottovento (questo può essere il caso della pianura Padana interessata dai “detached warm front” che provengono dal mar del Nord). Oltre al “detached warm front” non possiamo non parlare del cosiddetto “advanced warm front”. Quest’ultimo si presenta molto spesso a latitudini medio-alte, in seno a impetuosi flussi occidentali (“Westerlies” intense in fase di “AO” e “NAO” positiva), L’“advanced warm front” è poco frequente all’interno del bacino del mar Mediterraneo. Consiste in una forte avvezione calda al suolo che precede il fronte caldo vero e proprio. L’“advanced warm front” è associato generalmente a cicloni extratropicali piuttosto intensi e profondi, nella loro fase di sviluppo, mentre tende ad esaurirsi nelle circolazioni depressionarie in fase di colmamento. L’individuazione di un “advanced warm front” è resa molto difficoltosa dalle immagini satellitari, poiché la nuvolosità ad esso associata si confonde con quella della “Warm Conveyor Belt”. La fenomenologia legata all’“advanced warm front” è caratterizzata da un aumento della temperatura e da precipitazioni che tendono a divenire persistenti e di moderata intensità.