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Il Marzo più freddo dal 1962 ad oggi sulle Isole Britanniche: registrata una temperatura media mensile di appena +2.5°C
Dati alla mano possiamo confermare che quello appena trascorso è stato il Marzo più freddo degli ultimi decenni sul Regno Unito, con anomalie termiche negative che hanno presentato scarti di ben -3°C -4°C rispetto alle medie del periodo. Le terre d’oltremanica hanno pagato cosi la lunga fase negativa dell’indice “AO” (oscillazione artica). Si viene cosi a confermare un trend che vede inverni sempre più lunghi, freddi e nevosi del solito sulle tiepide Isole Britanniche, un tempo ben mitigate dalle calde acque trasportate dal ramo più esterno della famosa “corrente del golfo”, ormai quasi morta e incapace di attraversare l’Atlantico. Certo, in realtà è sbagliato parlare del Marzo più freddo del secolo, poiché si incapperebbe in un errore, dato che a cavallo degli anni 20 e 60 del Novecento si sono susseguiti periodi decisamente più freddi di questi, con le Isole Britanniche sferzate da terribili “blizzards”, per il continuo affondo di masse d’aria polari marittime, alle volte coadiuvate da quelle decisamente più gelide d’estrazione continentale nei bassi strati, provenienti da E-NE, dai bassopiani Sarmatici (Londra come le altre città inglesi, irlandesi e scozzesi veniva sepolta dalla neve). Ad esempio, nel Marzo 1962, la temperatura media nell’intero territorio britannico (coperto dalla neve per gran parte del mese con il conseguente effetto “Albedo“) fu di appena +1.9°C. Ben inferiore a dispetto dei +2.5°C di questo Marzo 2013, che risulta comunque il più freddo degli ultimi decenni, secondo solo al 1962.
Per il clima temperato oceanico del Regno Unito si tratta di un dato considerevole, il quale mette in evidenzia la portata di questo lungo periodo gelido e nevoso, specie fra Scozia, nord dell’Inghilterra e isola d’Irlanda, dove tuttora resiste uno spesso manto nevoso che dovrebbe durare almeno fino alla fine di Aprile, o alla prima decade di Maggio, salvo bruschi rialzi dei valori termici per improvvise avvezioni calde in risalita dall‘Atlantico sub-tropicale (flussi d’aria calda e umida provenienti dal tratto di oceano a sud delle Azzorre). Le notevoli anomalie termiche negative del campo termico sono state incentivate pure dall’esteso innevamento che ha determinato un importante effetto “Albedo”, soprattutto nelle aree più interne, che ha fatto letteralmente crollare le temperature, favorendo ampie gelate. Difatti, sempre secondo quanto pubblicato dal Met-Office, il prestigioso ufficio meteorologico britannico, il 2013 è stato un inverno particolarmente nevoso, soprattutto in molte aree dell’Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra settentrionale, dove da diversi anni non si registravano nevicate di tale intensità. Le Highlands, come gran parte dei rilievi scozzesi ed inglesi, sono state letteralmente sepolte dalla neve, tanto da rendere impercorribili molte strade, a causa degli ingenti cumuli di neve fresca depositata e turbinata dai venti piuttosto intensi. Bisogna andare indietro ad annate come il 2006, 2001, 1987, 1970 e 1962, quando la neve ricoprì quasi l’intero territorio delle Isole Britanniche, dalla Scozia fino alle spiagge dell’Inghilterra meridionale.