È in un chip di vetro di pochi centimetri il più piccolo laboratorio in grado di simulare fenomeni fisici quantistici di particolare complessità: a realizzarlo, una collaborazione tutta italiana tra ricercatori del dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma, dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifn-Cnr) e del Politecnico di Milano. Il dispositivo utilizza i fotoni, cioè la luce, per trasmettere i dati e rappresenta un primo passo verso il processore del futuro, che avrà capacità e velocità di calcolo inaccessibili ai computer classici. Gli studi sono stati pubblicati sulle riviste ?Nature Communications? e ?Nature Photonics?.

Per simulare il comportamento di vari tipi di particelle, i ricercatori hanno ‘costretto’ i fotoni a comportarsi, a seconda delle condizioni sperimentali, sia come bosoni (la classe a cui appartengono i fotoni) sia come fermioni (la classe di elettroni, protoni, neutroni). Questo risultato è stato ottenuto nell’esperimento condotto con il gruppo della Scuola normale superiore di Pisa.
Con il secondo esperimento, all’interno di un dispositivo detto tritter, tre fotoni identici realizzano la cosiddetta ‘coalescenza bosonica’, fenomeno quantistico che si verifica quando due o più fotoni indipendenti, incontrandosi, interferiscono e scelgono la stessa porta in uscita dal dispositivo. “Il tritter potrebbe diventare il mattone elementare di complesse architetture di elementi ottici, vere e proprie reti di interferometri che si sviluppano sulle tre dimensioni dello spazio, finalizzate alla simulazione di fenomeni quantistici ancora più complessi”, sostiene Fabio Sciarrino, ricercatore presso il dipartimento di Fisica della Sapienza.
La ricerca è finanziata da un progetto Erc (European Research Council) Starting Grant: 3D-Quest (3D-Quantum Integrated Optical Simulation), coordinato da Sciarrino. I premi Erc, oltre a rappresentare un importante finanziamento alla ricerca universitaria, sono considerati tra i più prestigiosi riconoscimenti internazionali.
- Figura 1: Schema sperimentale per lo studio della localizzazione di Anderson su un circuito scritto nel vetro.
- Figura 2: Circuito scritto su vetro per un quantum walk in presenza di disordine. La distribuzione della luce all’uscita del dispositivo mostra il fenomeno della localizzazione.
- Figura 3: Circuito scritto su vetro per un quantum walk in presenza di disordine. La luce lo attraversa percorrendo tutti i possibili cammini contemporaneamente.
- Figura 4: Apparato per la rivelazione di tre fotoni.
- Figura 5: Apparato sperimentale per la misura dell’interferenza di tre fotoni in un tritter integrato.
- Figura 6: Apparato per la generazione di tre singoli fotoni.
- Figura 7: Tritter integrato realizzato con scrittura laser su vetro.
- Figura 8: Scrittura laser del tritter in un supporto di vetro.
- Figura 9: Schematizzazione dell’interferenza di tre fotoni in un tritter integrato.
