
Altro elemento importante è il fatto che la sua inalazione può causare problemi a coloro il cui sistema respiratorio è già compromesso a causa di malattie quali l’asma o l’enfisema. Un’esposizione prolungata alle ceneri più sottili (con dimensioni inferiori o uguali a 10 micron), può causare infatti dei notevoli disturbi all’apparato respiratorio. Anche il contatto con gli occhi può determinare abrasioni corneali e pericolose congiuntiviti, soprattutto per coloro che portano lenti a contatto.
Infine esse rappresentano un problema per la circolazione aerea. Nel 1982, in Indonesia, durante una eruzione vulcanica, un Boeing 747 della British Airways attraversò una nube di ceneri vulcaniche che inceppò tutti e 4 i motori. In quella occasione, fortunatamente, il comandante del velivolo riuscì a salvare i passeggeri con un atterraggio di emergenza, ma l’aereo, sottoposto successivamente a revisione completa, presentò ingenti danni ai motori ad altre parti meccaniche sensibili all’azione della polvere vulcanica.
Tre anni fa, ad aprile 2010, il vulcano islandese Eyjafjallajökul mise in ginocchio i trasporti aerei sull’Europa del nord, con una colonna di fumo e ceneri che si estese fino alla Francia. L’anno successivo, a maggio, fu di nuovo un vulcano islandese, lo Grímsvötn, a dare uno spettacolo impressionante della forza della natura e causare la cancellazione di gran parte dei voli che transitano sul Mare del Nord.
In Italia, il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica ha il compito di monitorare e, all’occorrenza, emettere appositi avvisi di sicurezza per la navigazione aerea, denominati SIGMET, per le ceneri vulcaniche emesse dall’Etna.
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