
Un piccolo esercito di ricercatori internazionali per una ricerca che promette di aprire nuove strade nella comprensione delle malattie cardiovascolari, attraverso i segreti del battito cardiaco. In questo gruppo di 268 ricercatori appartenenti a 211 istituti scientifici ci sono anche i ricercatori del Progetto Moli-sani di Campobasso, sostenuto dall’Associazione Cuore Sano, che hanno portato il loro contributo grazie ai dati raccolti in precedenza nello studio europeo Immidiet, condotto dallo stesso gruppo in Italia, Belgio ed Inghilterra. Al centro della ricerca, che punta il dito su una ventina di geni ‘chiave’ ed e’ pubblicata oggi su ‘Nature Genetics’, c’è la frequenza cardiaca. Recenti studi portano infatti a pensare che la velocità con cui il cuore batte in condizioni di riposo sia in qualche modo associata alla probabilità di essere colpiti da malattie cardiovascolari. Un campo in cui le conoscenze sono ancora agli inizi, ma dal quale ci si possono aspettare importanti indizi sia per la prevenzione che per la terapia di queste patologie. I ricercatori, coordinati dal Mount Sinai Hospital di New York, negli Stati Uniti e dall’Università di Cambridge, in Inghilterra, hanno deciso di esplorare il Dna di circa 86.000 persone proprio alla ricerca di caratteristiche genetiche che potessero essere correlate alla frequenza cardiaca. La tecnica usata è quella chiamata Genome wide, nella quale si esamina l’intero Dna alla ricerca di possibili variazioni. “La tecnica del Genome Wide – spiega Licia Iacoviello, responsabile dei progetti Moli-sani e Immidiet – è molto importante perchè permette di esplorare il codice genetico in tutta la sua estensione. Prendiamo il caso della frequenza cardiaca: è più alta in alcune persone, più bassa in altre. Esaminando il Dna, possiamo trovare quelle parti che differiscono tra gli uni e gli altri“. “Parti di codice spesso ancora sconosciute, delle quali solo con questo sistema capiamo il ruolo nel funzionamento dell’organismo o nelle malattie“, aggiunge.