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Nevicate e venti di tempesta spazzano le coste meridionali della Groenlandia, registrate raffiche ad oltre 130 km/h
Con il graduale colmamento dell’anomalia barica in sede artica ed il temporaneo ricompattamento del vortice polare troposferico, che attualmente presenta un vortice depressionario principale, colmo di aria molto gelida in quota, fra l’arcipelago dell’Artico canadese e la Groenlandia nord-occidentale, anche sull’Atlantico si è assistiti ad un rinvigorimento dell’attività ciclonica, grazie anche all’inasprimento del “gradiente termico orizzontale” lungo le medie latitudini atlantiche, fra l’aria più calda e umida, di tipo sub-tropicale marittima, e le masse d’aria molto più fredde, di matrice artico marittima, in discesa dalle latitudini polari. L’interazione fra questi due tipi differenti di masse d’aria sta contribuendo ad alimentare lo sviluppo di profondi cicloni extratropicali, che dalle coste orientali canadesi, muovendosi lungo il margine settentrionale dell’anticiclone delle Azzorre, tendono a spostarsi in direzione delle coste groenlandesi meridionali e dell’Islanda, dando ad intense ondate di maltempo, spesso caratterizzate da venti molto forti, che possono raggiungere l’intensità di tempesta. Proprio nella giornata di ieri una profonda circolazione depressionaria, proveniente dal mar del Labrador, si è mossa nel tratto di oceano antistante le coste sud-orientali della Groenlandia.
Tale sistema depressionario, che presentava un minimo barico al suolo sceso sotto i 980-978 hpa con un consistente “gradiente barico orizzontale” interno, una volta giunto a ridosso delle coste meridionali della Groenlandia si è riempito di masse d’aria molto fredde, d’estrazione artico continentale marittimizzata, che dal Plateau occidentale della Groenlandia sono scivolate sullo Stretto di Davis, sfondando verso il mar del Labrador attraverso l’attivazione di una intensa e gelida ventilazione dai quadranti settentrionali che dal settore più meridionale dello Stretto di Davis si è spinta sino all’Atlantico nord-occidentale. Questa avvezione d’aria molto fredda, caratterizzata da isoterme di circa -10°C -15°C a 850 hpa (circa 1200 metri), scivolando sull’Atlantico nord-occidentale è andata ad alimentare la già profonda circolazione depressionaria presente davanti le coste della Groenlandia sud-orientale, favorendo un suo ulteriore approfondimento. L’approfondimento del minimo barico al suolo ha determinato una sensibile intensificazione del “gradiente barico orizzontale” (un sensibile inspessimento delle isobare) su tutta la Groenlandia meridionale, ed in particolare sul settore sud-orientale (la costa di Re Federico VI), a ridosso del profondo minimo barico che è sceso sotto i 978-976 hpa.
Il forte “gradiente barico orizzontale” che si è prodotto sul lato settentrionale della circolazione depressionaria, colma di aria gelida a tutte le quote, ha generato venti di tempesta, da E-NE ed Est, che dal vicino Stretto di Danimarca si sono diretti in direzione delle coste sud-orientali della Groenlandia e dei suoi tanti fiordi che la caratterizzano, spazzandole per gran parte della giornata di ieri. Venti di tempesta particolarmente intensi, con raffiche da Est ed E-NE che hanno superato i 120-130 km/h (localmente anche più nelle isole antistanti la costa groenlandese), hanno sferzato le coste e l’imboccatura dei fiordi attorno Angmagssalik. A Kulusuk, per gran parte del giorno, il forte vento medio sostenuto, proveniente da E-NE, non è sceso sotto i 60 km/h, con raffiche di picco che hanno superato i 110-120 km/h in vari momenti. La forte ventilazione orientale si è accompagnata a temperature di -1°C -2°C, mentre la pressione barometrica ha fatto registrare un autentico tracollo a fine giornata, scendendo sotto i 980 hpa. I forti venti orientali hanno poi investito l’altopiano ghiacciato interno della Groenlandia meridionale, girando più come correnti da NE e N-NE che hanno prodotto estesi turbini di neve, causando drastiche riduzione della visibilità orizzontale per il noto fenomeno dello “scaccianeve basso”.
In alcune aree della Groenlandia meridionale i forti venti orientali, poi ruotati più da NE, si sono accompagnati alle nevicate prodotte dai corpi nuvolosi che ruotavano attorno al profondo ciclone extratropicale, causando vere e proprie tempeste di neve andate avanti per svariate ore, fino alla mattinata odierna. I forti venti e le nevicate si stanno già sensibilmente attenuando, grazie al progressivo colmamento della circolazione depressionaria che si allontana più verso l’Islanda. Nel frattempo, il vasto blocco di aria gelida scivolato sullo Stretto di Davis ed il mar del Labrador sta scivolando verso l’Atlantico nord-occidentale. La presenza della massa d’aria gelida, d’origine polare, viene evidenziata dalle basse temperature che si registrano lungo le località ed i villaggi sulla costa occidentale della Groenlandia. In alcune località le temperature sono già scese sotto i -15°C -17°C. Progredendo più verso nord ci avviciniamo anche ai -20°C -22°C a livello del mare. Il tutto mentre a Summit, oltre i 3000 metri di altezza nel cuore del Plateau groenlandese, segna un aumento termico, salendo fino a -25°C, a causa di un rinforzo della ventilazione da S-SE e Sud che ha scalfito temporaneamente lo strato d’inversione termica preesistente (per l’effetto “Albedo”).