
Ad oggi, il Sistema sanitario cinese ha notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) 14 casi di infezione umana da influenza A(H7N9), con sei decessi. I 14 casi provengono da quattro province della Cina: 6 casi da Shanghai, 1 caso da Anhui, 4 casi da Jiangsu e 3 casi da Zhejiang. I contatti stretti dei casi confermati sono stati tutti rintracciati e monitorati. Finora, nessuno di loro e’ risultato positivo al virus A(H7N9). Lo sottolinea il ministero della Salute, che ha pubblicato sul proprio portale un aggiornamento relativo ai casi rilevati in Cina di infezione umana da influenza A. Non si conosce ancora, rileva il ministero in una nota, ”la fonte di infezione e non ci sono evidenze di trasmissione da uomo a uomo”. Il governo cinese ha intensificato la sorveglianza ed e’ probabile che ulteriori indagini possano individuare ulteriori casi non rilevati in precedenza. E’ stata inoltre formalmente istituita una task force inter-governativa in Cina che coinvolge sia l’autorita’ per la salute umana che quella per la salute animale e il Servizio Sanitario Nazionale e altri ministeri chiave. Sono stati rafforzati la prevenzione e il controllo delle infezioni in ambito sanitario e sono state incrementate le comunicazioni tra la sanita’ umana e animale e i settori dell’industria. Il settore della sanita’ animale ha intensificato le indagini sulle possibili fonti e serbatoi del virus. I risultati dei test preliminari forniti dal Centro Collaboratore dell’OMS in Cina, rileva il ministeo, ”attestano che il virus e’ sensibile agli antivirali (oseltamivir e zanamivir)”. Fino al 29 marzo 2013, quando sono stati rilevati i primi casi, il virus non era mai stato segnalato nell’uomo e l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ sta collaborando le autorita’ cinesi. L’OMS, ricorda il ministero, ”non raccomanda di eseguire alcun esame ai viaggiatori nei punti di ingresso, ne’ alcuna restrizione a viaggi o a rotte commerciali”.