La prolungata fase calda sciroccale che sta colpendo le nostre regioni, con particolare riguardo per la Sicilia e il sud peninsulare, è indotta da un nuovo blocco della circolazione atmosferica sopra il vecchio continente. Una configurazione che sempre più spesso si ripete sullo scacchiere europeo, favorendo da un lato l’avvento di importanti ondate di calore, mentre sul lato opposto si sviluppano bordate fredde, artico marittime, che contribuiscono a mantenere i valori termici al di sotto delle medie del periodo. Il forte aumento termico in atto sulle regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori è causato da quella che tecnicamente, nella meteorologia sinottica, viene definitiva “avvezione di spessore”. Ossia, un flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, che comincia a crescere di quota, interessando gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme). Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali.
Il consolidamento del blocco anticiclonico sub-tropicale fra i Balcani, il bacino del mar Nero e il sud della Russia europea, continua ad agevolare la persistenza del flusso caldo sub-tropicale continentale, proveniente direttamente dall’entroterra desertico algerino e libico, verso il bacino centrale del Mediterraneo, la Grecia ed i Balcani. Il notevole “forcing” esercitato alle quote superiori della troposfera (il motore che alimenta l’ampia impalcatura anticiclonica nel sud-est dell’Europa) dall’estesa avvezione calda viene ulteriormente esacerbato dall’isolamento di un nuovo “CUT-OFF” nel sud della Spagna, il quale avrà il merito di rinvigorire il caldo flusso pre-frontale, di tipo sub-tropicale continentale, verso il bacino centro-orientale del Mediterraneo, Italia e isole maggiori incluse. La formazione di questo blocco altopressorio sull’Europa sud-orientale, con massimi di geopotenziale piuttosto alti fra Balcani e mar Nero, avrà il merito non solo di far proseguire l’anomala ondata di calore su buona parte del comparto orientale del continente, dove già si sono superati i primi +30°C +31°C di stagione, ma anche di far innalzare verso le alte latitudini il ramo principale del “getto polare”, sopra le Repubbliche Baltiche ed il nord della Russia.
