Terremoto Cina, corsa contro il tempo per trovare i dispersi sotto le macerie

E’ corsa contro il tempo in Cina dove migliaia di soccorritori, tra militari e civili, sono al lavoro nella provincia sudoccidentale del Sichuan colpita ieri dal peggior terremoto degli ultimi tre anni. Dopo una notte passata a cercare di individuare persone ancora vive con l’aiuto di apparecchiature radar e cani, dalle macerie sono stati estratti 91 superstiti. Il ministero della protezione civile che coordina i soccorsi a piu’ di 24 ore dal sisma, di magnitudo 6.6 che ha distrutto decine di migliaia di case in un’area rurale ma densamente popolata, fissa il bilancio a 186 morti, 21 dispersi e 11.300 feriti. Mentre proseguono le scosse di assestamento (1.300 dalla prima di ieri) le squadre di soccorso sono riuscite a raggiungere localita’ fino ad ora ancora isolate ed i feriti giungono in ospedali strapieni tanto che si e’ reso necessario predisporre delle tende per accoglierne altri. Novecentosessanta persone sono in condizioni definite gravi dai sanitari. Quarta piu’ popolosa provincia della Cina con 80 milioni di persone, il Sichuan ha rivissuto la tragedia del maggio 2008, quando un devastante terremoto di magnitudo 7.9 causo’ 87.000 morti nella zona di Wenchuan, a 200 km a nord est dall’epicentro del sisma di sabato scorso. Secondo le autorita’ il numero delle vittime non dovrebbe aumentare in modo significativo, anche se e’ ancora difficile fare un quadro preciso della situazione perche’ da molte localita’ non e’ stato possibile ripristinare le comunicazioni. Il premier cinese Li Keqiang, che e’ arrivato in elicottero a Yaan – la citta’ piu’ vicina all’epicentro del terremoto – ha ribadito che i soccorsi sono “la priorita'”.