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Torna l’anticiclone sub-tropicale sul Mediterraneo, ma entro la prossima settimana rischia di essere eroso da infiltrazioni fresche in arrivo dall’Europa orientale
Dopo un lungo periodo molto piovoso e perturbato, finalmente la primavera tenta di prendere il sopravvento, pur fra diverse difficoltà. Come abbiamo avuto modo di scrivere nei giorni scorsi, il graduale esaurimento della profonda anomalia barica positiva (fase di “AO” negativa) che per diversi mesi si è registrata sul mar Glaciale Artico, innescando una prolungata fase di antizonalità lungo le alte latitudini, sta avendo come prime ripercussioni un incremento dei “gradienti barici” e dei “gradienti di geopotenziale” fra le medie e le alte latitudini, con una conseguente intensificazione del “getto polare”, il quale con il proprio asse comincerà a salire di latitudine. Al contempo, vuoi anche per il marcato riscaldamento delle aree continentali tropicali indotto dal sole prossimo allo “Zenit” (raggi solari perpendicolare sopra l’orizzonte nelle ore centrali del giorno), il ramo principale del “getto sub-tropicale” sta cominciando a rallentare, iniziando ad assumere un andamento più ondulato, ad onda lunga risonante. Una notevole diminuzione d’intensità del “getto sub-tropicale” è attesa sopra la vasta regione sahariana, dove finora a causa del passaggio di continui “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto”) non si sono potute sviluppare quei robusti anticicloni strutturati in alta quota, tipiche della fascia sub-tropicale. Il rallentamento del “getto sub-tropicale”, e il suo graduale innalzamento verso nord, agevolerà lo sviluppo di promontori anticiclonici abbastanza robusti e ben strutturati nell’alta troposfera, liberi di espandersi fin verso le medie latitudini, interessando più da vicino il Mediterraneo.
L'onda anticiclonica che entro il weekend ingloberà la Francia e le Isole Britanniche bordando l'Italia con le propaggini più orientali
Questo perchè l’indebolimento dei forti venti occidentale in quota agevolerà la formazione di maggiori aree con scarsa ventilazione, pronte ad amplificare le onde tropicale che, non essendo più ostacolate in quota dai potentissimi venti del “getto sub-tropicale”, saranno libere di propagarsi verso latitudini più settentrionali, contribuendo a pilotare masse d’aria decisamente più calde in direzione dei paesi della fascia temperata. Già dai prossimi giorni, analizzando le ultime emissioni dei principali modelli matematici, si nota come sopra la vasta regione desertica del Sahara il flusso del “getto sub-tropicale”, in entrata dal golfo del Messico e dalla fascia caraibica, cominci sensibilmente a rallentare, indebolendosi al punto da ondularsi, favorendo la nascita di diverse onde risonanti troposferiche che con le proprie creste si allungheranno fino alle regioni mediterranee e all’Europa centro-occidentale, instaurando dei nuovi promontori anticiclonici, ben strutturati in quota con massimi di geopotenziale che assicureranno condizioni di stabilità. Una prima onda stabilizzante, in risalita dall’entroterra desertico del Sahara centro-occidentale, sta già interessando l’area del basso Mediterraneo e le nostre regioni meridionali, incluse le isole maggiori, dove il tempo si è già in parte stabilizzato. Specie sulla Sicilia, dove a parte qualche passaggio nuvoloso innocuo, continua a prevalere condizioni di tempo stabile e soleggiato, in un contesto climatico molto mite e gradevole, con temperature massime che in pieno giorno riescono ad oltrepassare il muro dei +20°C +22°C. Tale trend ci dovrebbe tenere compagnia fino al prossimo fine settimana, anche se a tratti non mancheranno locali passaggi nuvolosi o lo sviluppo di locali addensamenti cumuliformi ad evoluzione diurna sulle aree montuose più interne delle isole maggiori e dell’Appennino.
Nel weekend una seconda onda anticiclonica si estenderà verso la Francia, bordando con il suo bordo orientale la penisola italiana, dove affluiranno fresche correnti dai quadranti settentrionali. Ma non tutte queste onde anticicloniche, in sviluppo sopra la regione sahariana, riusciranno ad invadere il Mediterraneo centro-occidentale e l’Europa centrale, interessando da vicino l’Italia. Difatti alcuni modelli, come GFS, entro il 15-16 prefigurano, a causa di un sensibile rinforzo del “getto polare” fra il vicino Atlantico e la Francia settentrionale, un allungamento del promontorio anticiclonico delle Azzorre fin verso i paesi dell’Europa centrale (lungo i paralleli), con un cuneo stabilizzante, proteso verso est, che transiterà a nord delle Alpi. Tale allungamento dell’alta pressione oceanica in direzione dell’Europa centro-settentrionale avrà importanti ripercussioni sull’area del Mediterraneo centrale. Difatti, lungo il bordo meridionale di questa struttura anticiclonica dinamica, che estenderà il proprio asse verso l’Europa centrale, si dipanerà un flusso di fresche e instabili correnti nord-orientali, d’estrazione temperata continentale, che dalla regione carpatico-danubiana, attraverso le Alpi Dinariche, si verserà verso le nostre regioni centro-settentrionali, con moderati venti di bora sull’alto Adriatico e di grecale e tramontana sul medio-alto Tirreno e Liguria, pronti a determinare un nuovo calo delle temperature. L’intrusione di correnti più fredde dovrebbe produrre un peggioramento a partire dalla regioni centro-settentrionali, dove lo sfondamento dei più freddi venti di bora e di grecale potrebbe dare origine a rovesci e temporali a carattere sparso, anche di moderata intensità. Ma su questo cercheremo di essere più chiari nei prossimi aggiornamenti.