Anche la sciroccata di Maggio è stata servita; registrate raffiche prossime ai 100 km/h in Sicilia, onda lunga in scaduta sullo Ionio

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wavec12Come da previsione, nella giornata di ieri, un intenso flusso sciroccale ha sferzato le regioni meridionali e l’intero bacino Adriatico, dove i venti da SE e S-SE hanno superato la soglia d’attenzione, raggiungendo, seppur per poche ore, l’intensità di burrasca, specie in mare aperto. Il rapido rinforzo dei venti di ostro e scirocco, che hanno risalito i mari che circondano l’Italia, contribuendo ad alimentare i carichi precipitativi sulle aree pedemontane di Alpi e Prealpi (dove in 24 ore sono caduti fino a 150-200 mm d’acqua), è stato indotto da un notevole ma temporaneo ispessimento “gradiente barico orizzontale” sul bacino centrale del mar Mediterraneo, fra basso Tirreno e mar Ionio. L’infittimento di isobare è stato inasprito ulteriormente dalla contrapposizione fra un minimo barico a mesoscala, che nel corso della giornata di ieri si era sviluppato sulla Spagna e un promontorio anticiclonico dinamico, disteso lungo i meridiani e localizzato con i propri massimi sui vicini Balcani.

025Ma a ciò si è aggiunta pure la cosiddetta “avvezione di spessore” che si è successivamente realizzata in seno al settore pre-frontale dell’ampia saccatura. Difatti, il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, cominciando a crescere di quota, ha iniziato ad interessare pure gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme).

mareggiata-rc-12Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. In questo caso l’”avvezione di spessore”, oltre a far innalzare i valori di geopotenziale in quota fra l’area ionica, la Grecia e i vicini Balcani, ha prodotto pure un aumento pressorio nei bassi strati, agevolando una ulteriore intensificazione del “gradiente barico orizzontale” che teneva in vita l’intenso flusso sciroccale, che dalla Sicilia e dalla Calabria si estendeva fino alle coste del Veneto e del Friuli, dopo aver risalito l’intero bacino Adriatico. I massimi di “gradiente”, nel corso della mattinata di ieri, si sono disposti proprio fra il basso Tirreno orientale, la Sicilia e l’alto Ionio, li dove le correnti sciroccali hanno raggiunto la massima intensità, con raffiche di picco di oltre i 70-80 km/h lungo le coste della Sicilia tirrenica e all’interno dello Stretto di Messina, dove sovente i venti che provengono dal quadrante meridionale, una volta canalizzati dentro questo braccio di mare racchiuso fra Peloritani e massiccio dell’Aspromonte, tendono ad essere amplificati dall’effetto “Venturi”.

analyzaLe raffiche più forti si sono registrate proprio sul messinese tirrenico, in prossimità delle principali vallate che degradano verso il Tirreno, dove localmente si sarebbero misurati picchi di ben 90-100 km/h (specie nell’area di Barcellona Pozzo di Gotto). Ma anche in altre aree del messinese tirrenico, i venti di caduta dai crinali dei monti Peloritani, hanno raggiunto velocità davvero ragguardevoli, sia per il fitto “gradiente barico orizzontale” che per la locale conformazione orografica, in grado di amplificare ulteriormente la ventilazione dai quadranti meridionali. Tale “gradiente” pur attenuandosi nel corso del pomeriggio, ha continuato a mantenere attivo, nei medi e bassi strati della troposfera, un sostenuto flusso di correnti sciroccali, che ha convogliato masse d’aria calde, d’estrazione sub-tropicale continentale, proveniente direttamente dall’entroterra desertico della Libia e dell’Algeria orientale, vicino la regione dei grandi “Erg” (le dune di sabbia). Ciò spiega anche l’enorme quantità di polvere e pulviscolo desertico, in sospensione nella media troposfera, che ha accompagnato l’intensa ventilazione dai quadranti meridionali, radicata lungo il bordo orientale (quello ascendente) della lunga saccatura nord oceanica penetrata con i propri elementi fin sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo e sull’entroterra algerino.

DSCF2976I sostenuti venti di scirocco e ostro hanno cominciato ad attenuarsi solo fra la serata e la nottata odierna, interessando solo il Salento, le coste pugliesi e quelle fra Friuli e Istria. Pur attenuandosi gli intensi venti meridionali continueranno a rendere i mari da mossi a molto mossi, in particolare il mar Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio, che domani si mostreranno molto mossi, per onde lunghe da SE, in grado di determinare intense risacche lungo le coste del Salento, della Calabria ionica e della Sicilia orientale. Onde ben formate, alte anche più di 2.0 metri, per tutta la mattinata odierna andranno ad abbattersi nelle suddette aree costiere, creando anche qualche disagio nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione costiera. Il moto ondoso dovrebbe iniziare a scadere nel corso della serata/notte di notte di domani, attenuandosi definitivamente nella mattinata di sabato.