L’Islanda da diverse settimane continua ad essere investita in pieno da masse d’aria piuttosto fredde (gelide in quota), d’estrazione artico marittima, che dalle latitudini sub-polare si versano fino al cuore dell’Atlantico nord-orientale. Come già segnalato in vari articoli precedenti, la circolazione atmosferica, fra il continente nord-americano e l’Atlantico, è stata pesantemente influenzata dal consolidamento di un solido blocco anticiclonico sull’area canadese. Questo promontorio anticiclonico di blocco, che presentava un asse meridiano disteso dal sud degli USA fino alla baia di Hudson, dal suo lato occidentale ha continuato a pilotare flussi di aria molto mite e umida, di matrice sub-tropicale marittima, dalle basse latitudini dell’oceano Atlantico occidentale verso la Groenlandia, dove si sono assaporati i primi tepori di primavera, con Prins Christian Sund che ha raggiunto i +15°C. Poco più ad est, in pieno Atlantico, lungo il bordo orientale di questa impalcatura anticiclonica di blocco, l’ampia ondulazione oraria del ramo principale del “getto polare”, che si è spinto fino alla Groenlandia meridionale, è andata a scavare una saccatura che è affondata verso i paesi dell’Europa occidentale e le Isole Britanniche.
Lungo il margine più occidentale (quello discendente) della saccatura è scivolato un blocco di masse d’aria molto fredde, d’estrazione artico marittima, che dalle latitudine artiche norvegesi si è diretto verso l’Islanda, prendendo in pieno l’isola vulcanica che nei giorni scorsi è stata interessata da nevicate fino alle coste settentrionale, ben esposte ai gelidi venti da Nord e N-NE. Questi dopo essersi umidificati sopra l’oceano, nei bassi strati, sono riusciti ad addensare una consistente nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico) sulle coste settentrionali dell’isola vulcanica. Nubi che arrestandosi a ridosso dei comprensori montuosi del vicino retroterra ghiacciato islandese hanno dato la stura a nevicate di debole e moderata intensità capaci di lasciare accumuli fin sul litorale. Nevicate più intense hanno interessato il settore nord-occidentale, qui la neve è stata accompagnata pure da una intensa e gelida ventilazione, in genere da NE. A Skjaldthingsstadir si sono accumulati ben 12 mm, con appena 2 cm di deposito di neve al suolo. Altri 2 cm di neve fresca sono caduti pure a Bolungavik. Ma in altre località dell’Islanda settentrionale e centrale, come a Grimsstadir, a circa 384 metri di altezza, il manto nevoso accumulato sul terreno ha superato i 68 cm di spessore.
Sulle aree più interne il manto nevoso supera pure il metro di altezza, con imponenti accumuli eolici che quotidianamente vengono modellati dai venti intensi che spazzano l’entroterra montuoso islandese. Più riparate risultano solo le aree meridionali, sottovento e per questo in “ombra pluviometrica” quando prevalgono i venti da Nord e da NE, che scendono direttamente dall’Artico. Nella capitale Reykjavik l’ultima nevicata con accumulo, di circa 5 cm, risale al 24 Aprile scorso, dopo il passaggio di un corpo nuvoloso che ha dispensato delle nevicate, con temperature scese fino alla soglia dei +0°C -1°C a livello del mare. Ma oltre alle nevicate tardive, fino alle coste, sono ancora più rilevanti i valori termici che da giorni si registrano sul territorio islandese, in larga parte ancora ricoperto dalla neve. Proprio nella giornata di lunedì 6 Maggio 2013 nella località di Grímsstaðir á Fjöllum, nel cuore dell’entroterra nord-orientale dell’Islanda, la temperatura è scesa a -17.6°C. Un valore eccezionalmente basso che ha fatto registrare niente meno che il nuovo record di freddo per il mese di Maggio per tutta l’isola. Il precedente, che risaliva al 1977, era di -17.4°C, registrati nella località di Modrudalur á Fjöllum. Il Meteorological Office islandese ha inoltre previsto che il freddo continuerà a persistere anche nei prossimi giorni, evidenziando come già Aprile è stato il mese primaverile più freddo in assoluto a Reykjavik dagli anni 2000. Basti pensare che l’11 Aprile scorso, sulla capitale islandese, si archiviò una temperatura minima di ben -7.5°C, mentre la massima non supero i +0.0°C. Si tratta di temperature estremamente basse per il periodo. Nulla a che vedere con quelle che dovrebbero essere le medie stagionali per il corrente mese. Le importanti anomalie termiche negative che si continuano a misurare fra il nord Atlantico e l’Islanda sembrano destinate a durare almeno fino alla terza decade di Maggio.
